Naufragio: Ue impotente, ora serve politica comune

Pubblicato il 03 ottobre 2013 da redazione

BRUXELLES – Bruxelles esprime “tristezza” per le decine di migranti morti al largo di Lampedusa, ma si scopre impotente di fronte alla tragedia, mentre l’Italia per voce del suo capo di Stato Giorgio Napolitano chiede “decisioni” e “azioni” concrete. Ma dall’Italia si invoca anche quella solidarietà che ad oggi, nonostante i ripetuti appelli negli anni, resta un fantasma, perché la politica dell’immigrazione dei 28 è perlopiù lasciata nelle mani dei singoli Stati membri.

– Non è accettabile che vengano negati mezzi adeguati ad uno strumento come Frontex – tuona Napolitano. E ieri, in serata, è il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso, in una telefonata col vicepremier Angelino Alfano a ribadire l’impegno dell’esecutivo a fare sforzi per potenziare l’agenzia che si occupa del pattugliamento delle coste. Perché, spiega Barroso, tragedie come queste riguardano tutta l’Ue.

Il vicepremier Angelino Alfano volato in Sicilia,  si é recato nell’hangar dove sono raccolti i corpi privi di vita, ed ha l’orrore negli occhi, mentre parla col presidente dell’esecutivo europeo. Il suo obiettivo è un risveglio delle coscienze europee. E per questo chiama anche Cecilia Malmstrom, in questi giorni al Palazzo di vetro per parlare proprio dei temi dell’immigrazione.

Col commissario svedese Alfano concorda di inserire il tema degli sbarchi all’ordine del giorno del consiglio dei ministri degli Affari interni europei che si terrà martedì a Lussemburgo. E ancora: invita Malmstrom a recarsi a Lampedusa, per constatare di persona quanto accade. I tempi sono da definire, ma l’invito è accettato. Del resto, subito dopo la tragedia, è stato il portavoce del commissario svedese a scandire nella sala stampa del Berlaymont uno dei messaggi politici più forti.

– E’ arrivata l’ora di definire e mettere in campo una sana politica su immigrazione e flussi, abbandonando un approccio ombelicale – ha detto -. Spero che tutti gli Stati membri diano prova di solidarietà perchè nessun Paese può risolvere questa questione da solo, anche in considerazione di un aumento degli arrivi, dimostrato dai dati.

Solidarietà di fronte alla quale però vari Stati membri del nord Europa continuano a fare orecchie da mercante. Ed è soprattutto a loro che il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz si rivolge in un richiamo “alle proprie responsabilità”.

– L’Ue non può lasciare sola l’Italia. Quanto successo a Lampedusa è un problema europeo e chiedo a tutti i Paesi membri di assumersi la responsabilità del dramma dei rifugiati. E’ necessaria una condivisione delle responsabilità.

Intanto, un rapporto approvato all’unanimità dalla commissione migrazioni dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha bocciato tutte le misure prese in questi ultimi anni dall’Italia per gestire i flussi migratori.

“Sbagliate o controproducenti”, scrive. Non hanno messo “l’Italia in grado di gestire un flusso che è e resterà continuo”.

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