Muro contro muro su shutdown. Obama non va in Asia

Pubblicato il 04 ottobre 2013 da redazione

WASHINGTON. – Ancora muro contro muro sullo shutdown in America, con Barack Obama che rifiuta di trattare “con la pistola puntata alla testa degli americani”. Al quarto giorno della chiusura dello Stato Federale, prosegue lo scontro frontale tra la Casa Bianca e i deputati repubblicani in un clima sempre più pesante, tanto da spingere Obama a cancellare definitivamente la missione in Asia in programma la settimana prossima pur di rimanere a Washington e seguire da vicino ogni sviluppo. Così, tra duelli sui giornali e a colpi di conferenze stampa, cresce l’ansia che la battaglia sulla ‘chiusura’ possa deteriorare i rapporti in vista della vera data cruciale per le sorti dell’economia non solo americana ma mondiale, quel 17 ottobre entro il quale il Congresso deve approvare l’innalzamento del debito se non vuole rischiare di portare il Paese in default e il mondo in una nuova tragica recessione. Al momento nessuno intende muovere un passo: da un lato i repubblicani propongono di votare il finanziamento di solo alcune agenzie federali, ai parchi adesso ha aggiunto la Protezione Civile, chiedendo a Obama di sedersi a un tavolo e trattare. Dall’altro la Casa Bianca tiene il punto, respingendo sul nascere ogni tentativo della destra di legare la riforma sanitaria al bilancio dello Stato e quindi allo shutdown. Posizioni evidentemente inconciliabili. E lo rimarranno, con ogni probabilità, anche nel fine settimana, visto che la Camera sarà convocata solo domani e poi lunedì pomeriggio. Intanto la battaglia si gioca a colpi di propaganda. Il Wall Street Journal pubblica un retroscena attribuendo a un esponente della Casa Bianca la frase cinica che con lo shutdown stanno ‘vincendo’. Frase colta subito a volo da John Boehner, lo speaker repubblicano della Camera: “Qui nessuno sta giocando. Noi vogliamo trattare, ma Obama dice che prima vuole che ci arrendiamo”. Più tardi arriva la smentita di Jay Carney, il portavoce della Casa Bianca, che per inciso ha perso la segretaria in seguito alla chiusura. “Smentiamo fermamente l’idea che alla Casa Bianca non importa la durata della chiusura. La verità è che la Camera deve agire subito, senza porre condizioni”, cinguetta Carney. Poi tocca direttamente a Barack Obama. A riprova che la situazione è realmente grave, decide di uscire insieme a Joe Biden a piedi dalla Casa Bianca per andare a farsi un panino sulla Pennsylvania, dal Taylor Gourmet, in maniche di camicia. E con l’occasione smonta la ricostruzione del Wall Street Journal: “Non ci può essere alcuna vittoria per nessuno – osserva il presidente – quando ci sono famiglie che non hanno la certezza di quando riceveranno la prossima paga”. Poi, guardando il menù di questo Fast food – che non a caso offre sconti del 10% ai dipendenti in congedo forzato – torna sull’invito al Congresso a fare il loro lavoro “per il bene del Paese e porre fine allo shutdown”. Infine, accolto dall’approvazione dei presenti nel locale, rivolto alle tv, conclude: “Basta fare quello che dice la gente comune, ma va fatto subito”.

(Marcello Campo/ANSA)

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