In Corea dominio Vettel, quarto titolo a un passo

ROMA. – Nessuno lo ferma più, Sebastian Vettel, che con la vittoria in Corea, la quarta consecutiva della stagione e la terza di fila sulla pista di Yeongyam, vola con la sua imbattibile Red Bull verso il quarto titolo mondiale. La costante superiorità del binomio leader è stata l’unico elemento di “noia” di una gara ricca di colpi di scena, tra duelli mozzafiato, macchine incendiate, ingressi di safety car, incessante lavorio ai box, al termine della quale Vettel si trova con 77 punti di vantaggio su Fernando Alonso, solo sesto al traguardo. Già domenica prossima, in Giappone, il tre volte campione del mondo può ipotecare il quarto mondiale, mentre lo spagnolo e la Ferrari sembrano aver gettato definitivamente la spugna. Vettel è partito in pole ed ha chiuso primo, con la buona sorte che ancora una volta gli è stata amica quando in ben due occasioni è entrata in pista la safety car lasciandolo sempre nelle migliori condizioni per riprendere la sua corsa. Vano è stato il tentativo delle Lotus di fargli paura negli ultimi giri, ma Kimi Raikkonen, secondo al traguardo, e il suo compagno francese Romain Grosjean, terzo, hanno brillato più di altri grazie ad una monoposto veloce ed equilibrata, insieme con il tedesco Nico Hulkenberg. Il giovane pilota della Sauber motorizzata Ferrari è stato un leone, capace di difendere un ottimo quarto posto dagli assalti di due campioni del mondo come Lewis Hamilton e Alonso. Nè le Mercedes, peraltro più performanti in qualifica, nè le Ferrari, davvero in difficoltà a Yeongyam, sembrano quindi in grado di dare fastidio alla Red Bull. Come ha ammesso a fine gara Alonso, che come sempre ha dato tutto in pista scontrandosi con i limiti della monoposto, “ora l’obiettivo realistico” è conquistare il secondo posto nella classifica costruttori, che vede la Red Bull avanti 402 punti, con Ferrari e Mercedes quasi appaiate a 284 e 283 punti e una Lotus più staccata, ma minacciosa, con 239. Felipe Massa continua a dare scarso apporto di punti alla Scuderia di Maranello. Alla terza curva del primo giro, il brasiliano è finito in testacoda, rischiando di investire anche Alonso, ed è ripartito ultimo per poi chiudere nono. Una bella rimonta, ma niente a che vedere con quella di Raikkonen, partito dalla quinta fila e giunto secondo. Aperta dal pasticcio di Massa, la cronaca della gara è dominata dal balletto dei pit stop, cominciati già al 10/o giro – con le gomme Pirelli messe a dura prova dal tracciato coreano – da qualche bel duello con protagonisti Alonso, Hamilton e Hulkenberg per le posizioni di rincalzo, e soprattutto dal doppio ingresso della safety car. Il primo, attorno al 30/o giro, a causa di un problema ad un pneumatico sulla McLaren di Sergio Perez. Il secondo, al 38/o, quando la Red Bull di Mark Webber ha preso fuoco dopo una toccata dalla Force India di Sutil. Gran paura per il pilota, veloce ad abbandonare la monoposto, e completa impreparazione del sistema di sicurezza, lento ad entrare in azione in una situazione davvero pericolosa. La sfortuna dell’australiano, che era in gran rimonta, è stata pari alla fortuna di Vettel, che è riuscito a entrare ai box prima di doversi accodare, trovandosi nelle migliori condizioni alla ripartenza per una nuova cavalcata trionfale.