Rossi azzurro dopo 2 anni, Italia ritrova ‘Pepito’

FIRENZE. – ”Siamo fieri di aver riportato Rossi in Italia”. Le parole del direttore sportivo della Fiorentina Daniele Pradè raccolgono la soddisfazione di una società e la gioia di un giocatore che dopo due anni di buio è tornato protagonista a tutti gli effetti. L’attaccante viola, americano di nascita ma italiano dentro, quando ha detto sì alla chiamata della Fiorentina nel gennaio scorso, aveva tra gli obiettivi anche riconquistare prima possibile la maglia azzurra indossata 27 volte (l’ultima il 7 ottobre 2011 con la Serbia) con 6 reti. Questo suo ritorno ha davvero il sapore del riscatto e della rinascita dopo quel doppio crack al ginocchio destro subito quando giocava nel Villareal il 26 ottobre 2011 contro il Real Madrid e le tre operazioni che avevano fatto temere un addio prematuro al calcio. Una paura che Giuseppe Rossi, ha raccontato, non ha mai provato, convinto di poter non solo tornare a giocare ma anche di riprendere quel discorso interrotto sul più bello, pure in nazionale dove, dopo il titolo di capocannoniere ai Giochi di Pechino con l’Italia olimpionica, aveva debuttato con Lippi ct l’11 ottobre 2008 con la Bulgaria, match valido per le qualificazioni ai Mondiali 2010 cui però poi non partecipò per scelta tecnica. Con Prandelli ha esordito nel novembre 2010 giocando da capitano nell’amichevole con la Romania, l’ultimo gol in azzurro lo ha segnato il 9 febbraio 2011 alla Germania. Poi lo stop che gli ha fatto saltare l’Europeo 2012 dove Prandelli lo sognava accanto a Balotelli. Tandem che l’attuale ct punta a riproporre ai Mondiali in Brasile e a testare in una delle due prossime gare contro Danimarca e Armenia a patto che Pepito, soprannome dato da Bearzot per le caratteristiche simili a Paolo Rossi, sia in buone condizioni: ”Ieri sera contro la Lazio è uscito prima in anticipo quindi voglio capire bene come sta – ha detto Prandelli – Ha avuto un grande inizio di stagione in cui oltre al gol ha ritrovato pure il furore, però ha dovuto fare gli straordinari e se ci sarà anche il minimo segnale di un affaticamento in più non lo impiegherò. Quindi è prematuro dire se lui e Balotelli giocheranno assieme in uno dei due prossimi impegni. Intanto – ha aggiunto il ct – è già importante per lui e per noi che sia qui. L’ho chiamato perchè dopo due anni difficili sta tornando a grandi livelli e perché voglio capisca che fa parte di questo gruppo”. L’infortunio di Mario Gomez ha costretto la Fiorentina, che su Rossi ha inserito una clausola da 35 milioni fino al 2015 e da 30 fino al 2017 quando scadrà il suo contratto, a non rinunciare mai a lui. E Pepito ha risposto con 6 reti, 5 in campionato e una in Europa League, in 9 partite prima di saltare la trasferta giovedì col Dnipro per una contrattura subita contro il Parma. Ieri sera all’Olimpico non ha brillato ma non c’è dubbio che ad ora il suo proposito, tornare protagonista, sia stato centrato.