L. Stabilitá: si tratta da cuneo a Service Parte

ROMA – Un taglio al cuneo fiscale da 5 miliardi (equamente divisi tra aziende e lavoratori, tra Irap e detrazioni), nuovi incentivi al lavoro, la nuova Service tax (che nelle intenzioni del Governo dovrebbe pesare meno di Imu e Tares messe insieme), la riforma delle aliquote Iva, il rifinanziamento delle spese indifferibili. E novità sarebbe in arrivo per sbloccare gli investimenti allentando il Patto di Stabilità interno. Il menù della Legge di Stabilità si va componendo in vista del varo previsto del Cdm di martedì 15 ottobre, appena in tempo per la trasmissione del documento a Bruxelles.

Una manovra quella che parte dal 2014 che nelle intenzioni del Governo dovrebbe servire a spingere sull’acceleratore della ripresa mettendo ”un po’ di soldi in tasca” – come dice il premier Enrico Letta – ai cittadini. In particolare ai dipendenti che, da primi calcoli, si troverebbero in tasca fino a 300 euro in più e in un’unica ‘tranche’.

Al Tesoro quindi si lavora a testi e simulazioni, già ampiamente rodati visto che di tagli al cuneo fiscale si parla ormai da anni. E si punta così a rendere meno ‘insopportabile’ il peso del fisco sui contribuenti spesso – ricorda il direttore delle Entrate, Attilio Befera – costretti ad evadere per necessità, cioè mancanza di liquidità.

Ma non è ancora noto chi saranno i beneficiari di questo taglio che dovrebbe essere più selettivo evitando esperienze precedenti (il governo Prodi) durante le quali il taglio in busta paga ebbe alla fine un effetto ‘risibile’ a fronte di un enorme sforzo finanziario per le casse pubbliche. E i tempi ora sono, come noto, anche meno ‘facili’ come testimoniano anche le entrate fiscali che nei primi 8 mesi dell’anno sono rimaste pressoché invariate, anzi in lieve calo: ammontano a 267,9 miliardi, cioè -722 milioni, pari a -0,3% rispetto allo stesso periodo del 2012.

E l’Iva, vera cartina di tornasole dell’economia, continua a cadere: il gettito cala del 5,2%, cioè -3,7 miliardi). Intanto il Governo ascolta le parti sociali e dopo i sindacati oggi è il turno di Confindustria proprio per fare il punto sul taglio al costo del lavoro e sulle sue possibili declinazioni. Sul fronte Imu (cioè la nuova Service tax che la sostituirà dal 2014) è noto che il Pd spinga anche in questo caso per una soluzione più selettiva. Ma arrivano indicazioni ‘politiche’ dal fronte parlamentare: salta e viene successivamente riammesso infatti l’emendamento sempre del Pd che tendeva ad escludere dallo stop alla prima rata i più abbienti.

La norma ripropone i termini della vecchia polemica tra il Pd e il Pdl: il primo impegnato a selezionare, il secondo ad estendere l’esenzione dall’Imu. Una situazione che si potrebbe riproporre anche con la Service tax. Poi altre spese da coprire: anzitutto il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e le spese indifferibili (contratti e investimenti). Ma – come annunciato da Letta – la Legge di Stabilità sarà anche occasione per rivedere le aliquote Iva. Sul fronte delle entrate (complessivamente si parla di un impatto della Legge di Stabilità tra i 10 e i 16 miliardi, cioè un punto di Pil) grande attenzione è posta alla nuova stagione dei tagli alla spesa pubblica (la Spending review) dopo la nomina di Carlo Cottarelli come commissario. Cottarelli, in carica per 3 anni, dovrebbe metter mano a un dossier più volte emerso: i finanziamenti alle imprese. Che sono comunque solo una piccola parte dell’enorme spesa pubblica (oltre 800 miliardi) da ‘aggredire’ insieme alla giungla degli oltre 700 sconti fiscali.(ANSA).

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