Letta, avanti su cuneo. Sindacati: “Solo una pagina bianca”

ROMA – “Nessuna cifra, una pagina bianca”. Dopo un faccia a faccia informale per oltre due ore nello studio dell’appartamento privato del presidente del Consiglio, a Palazzo Chigi, i leader sindacali riferiscono che il premier “è concorde” sull’obiettivo sollecitato dalle parti sociali di tagliare le tasse sul lavoro. Ma che c’è il nodo delle risorse da reperire, e ancora nessuna proposta concreta sul tavolo.

Per il premier Enrico Letta, spiegano da Palazzo Chigi, è stato comunque un “incontro positivo”, nel corso del quale ha confermato che il taglio del costo del lavoro sarà al centro della legge di stabilità con un mix di misure a vantaggio sia dei lavoratori sia delle imprese. Interventi da finanziare con il taglio della spesa pubblica. Ora, è la posizione del governo, bisogna assolutamente recuperare il tempo perduto a causa della crisi politica e procedere “a ritmi forzati”.

– Ma intanto, tutto quello che abbiamo letto sui giornali non esiste – dice la leader della Cgil, Susanna Camusso, riferendo i contenuti dell’incontro.

I sindacati hanno quindi chiesto “che i prossimi giorni siano caratterizzati da ulteriori appuntamenti che permettano di valutare delle proposte concrete”. Richiesta accolta da Letta che ha garantito un incontro prima della presentazione della Legge di Stabilità in consiglio dei ministri, prevista martedì 15 ottobre, l’ultimo giorno utile.

– Il governo è interessato ad aprire la discussione su lavoro, pensioni, e investimenti – ha indicato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni -. Serve un intervento significativo – sottolinea – ma naturalmente ci sono problemi di risorse.

Anche per Luigi Angeletti, il segretario della Uil, “il cuore del problema è la quantità di risorse per la riduzione delle tasse”.

–  La strada è in salita, abbiamo percepito – ha detto – una certa vaghezza sulle risorse che sarebbero necessarie per una operazione che non sia solo simbolica.

Siamo qui per avere risposte, avevano preannunciato i sindacati, con Susanna Camusso che aveva avvertito come i sindacati non si sarebbero accontentati di “discussioni preparatorie” e sono pronti a rispondere anche duramente con iniziative di mobilitazione:

– Reagiremo.

Sono infine poche, per il leader degli industriali, le risorse che il governo può mettere in campo.

– Si parla di 4 o 5 miliardi, ma 8-10 miliardi sarebbe meglio – dice Giorgio Squinzi, che incontrerà Letta oggi nel tardo pomeriggio. E porterà così a Palazzo Chigi le istanze degli industriali per quella che definisce “la partita per il prossimo futuro, il big match”.

E’ invece slittato a giovedì l’incontro con le Pmi rappresentate da Rete Imprese Italia: il presidente, Ivan Malavasi, chiederà – ha anticipato – “taglio e riqualificazione della spesa pubblica, eliminazione coraggiosa degli sprechi, riduzione della pressione fiscale su imprese e famiglie”.

– Tre i capitoli della legge di Stabilità discussi con i sindacati – aveva anticipato il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta -. Il primo, riguarda gli enti locali, l’allentamento del patto di stabilità e la service tax, poi il peso fiscale sul lavoro e l’impresa; quindi la risposta al disagio sociale che purtroppo si sta ampliando.

Mentre per il ministro della P.a., Gianpiero D’Alia, “sarà l’occasione per fare tutti gli interventi che dal punto di vista fiscale serviranno a sostenere la ripresa economica”, con un focus su Mezzogiorno e occupazione giovanile.

Dal fronte politico le parole del capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta:

– Sulla legge di stabilità possiamo fare un grande lavoro nell’interesse degli italiani.

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