CICLISMO. Ecco il Giro d’Italia 2014: nel segno di Bartali e Pantani

MILANO – Si parte da Belfast il 9 maggio e si arriva a Trieste l’1 giugno, ma il Giro d’Italia 2014 si deciderà probabilmente il giorno prima, sullo Zoncolan, penultimo dei 21 traguardi di una corsa che a una prima occhiata appare “umana ed equilibrata”. Lo è anche secondo Ivan Basso che sogna il tris, e probabilmente non dovrà fare i conti con la maglia rosa del 2013, Vincenzo Nibali, che pensa soprattutto al Tour de France. Rispetto all’ultima, la 97ma corsa rosa prevede 5mila metri di dislivello in meno, ma non mancano certo le ascese, fra cui l’insidiosa cronoscalata di 26,8 km della 19ma tappa (Bassano del Grappa-Cima Grappa), né gli arrivi in salita. Sono dieci, incluso lo Zoncolan, 10,1 km con un dislivello di 1.203 metri, una pendenza media dell’11,9% e massima del 22%. Numeri che bastano a rendere potenzialmente decisiva la penultima tappa.

“Ho già vinto il Giro due volte e voglio conquistare il terzo soprattutto perché nell’ultimo non c’ero”, ha spiegato Basso che a prima vista giudica il percorso ‘equilibrato’ ma teme per esperienza anche le prime tre tappe irlandesi che anche senza altezze significative presentano difficoltà per vento e strade.

“E’ un giro un po’ più umano ma anche le tappe più semplici possono fare danni”, ha notato Nibali, ancora alle prese con i lividi rimediati al Lombardia e con i dubbi sul futuro: “Ho vinto l’ultimo Giro e in passato anche la Vuelta, quindi ora il Tour è il mio obiettivo. C’è qualche briciolo di speranza che io possa esserci al Giro, ma ho appena finito la stagione e devo ancora
programmare la prossima”. 

L’australiano Cadel Evans promette invece di essere al via venerdì 9 maggio, a Belfast, in Irlanda del Nord, sede di una cronometro a squadre e di una tappa in linea. La terza arriverà fino a Dublino, in Eire, seguita dal primo di tre giorni di risposo (e trasferimento aereo), uno in più rispetto al consueto grazie alla deroga concessa dall’Unione internazionale del ciclismo. In Italia il Giro arriva il 13 maggio (Giovinazzo-Bari), non tocca le isole ma risale lungo l’Appennino.

La prima salita impegnativa si presenta all’ottava tappa, 214 km da Foligno a Montecopiolo con traguardo in salita. Due giorni più tardi c’è il secondo riposo, prima della decima tappa (una delle otto tappe pianeggianti) con l’arrivo a Salsomaggiore, dedicato nel centenario della sua nascita a Gino Bartali, che lì vinse nel 1936. Quindi si entra nel vivo dei 3.449,9 km di corsa.

Da cerchiare in rosso è la ‘crono dei vini’ da 46 km (12ma tappa, Barbaresco-Barolo), così come l’arrivo a Montecampione (15ma tappa), scelto anche per ricordare a dieci anni dalla scomparsa Marco Pantani, che su quelle strade nel 1998 si assicurò il Giro. E’ l’antipasto dell’ultima settimana, dove faranno selezione le ascese di Gavia, Stelvio (la Cima Coppi, ossia la vetta più alta a 2.758 metri), Val Martello, Passo San Pellegrino, fino allo Zoncolan. “Ci sarà da battagliare dalle prima salite ma quella farà la differenza – è sicuro Michele Scarponi -. Io voglio esserci, ma non so ancora con quale squadra”.