Scontro nel Pdl sull’azzeramento delle cariche. L’altolà di Alfano

ROMA – La pioggia di dichiarazioni a sostegno di Raffaele Fitto, ‘anima’ dei ‘lealisti’, dà la fotografia di un Pdl ormai diviso in due blocchi contrapposti, sempre più difficili da ricomporre. E nonostante il segretario del partito Angelino Alfano nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi con i ministri pidiellini abbia lanciato un appello affinchè si ”abbassino” i toni, quasi un altolà, la tensione resta sempre alta.

Toccherà a Silvio Berlusconi provare a sbrogliare la matassa cercando di ricompattare le file in nome di quell’unità che continua ad essere il suo l’obiettivo. I fedelissimi dell’ex capo del governo descrivono un Cavaliere per nulla felice di fare rientro nella Capitale a presiedere riunioni fiume che spesso si trasformano in veri e proprio sfogatoi.

In questo momento – è il ragionamento che fanno i suoi uomini di fiducia – il presidente avrebbe altro a cui pensare: chiaro riferimento alle sue questioni personali, una su tutte la decisione su dove scontare la pensa se ai domiciliari o ai servizi sociali. Il rischio però che il Pdl possa implodere, ma soprattutto la consapevolezza di essere l’unico a poter trovare una via di fuga la meno traumatica possibile lo costringe ad occuparsi anche delle ‘beghe’ di partito.

Oggi a palazzo Grazioli è atteso lo stato maggiore pidiellino, Angelino Alfano ma anche l’ex ministro Raffaele Fitto. Il deputato del Pdl ha già messo in chiaro la sua linea che parte dal riconoscimento pieno della leadership di Berlusconi.

– Il Cavaliere è il leader – recitano i lealisti all’unisono – quello che va ridiscusso è tutto il resto ecco perchè non si può prescindere dall’azzeramento di tutte le cariche per arrivare poi al congresso.

Discorso che con ogni probabilità lo stesso Fitto farà con l’ex capo del governo. Sarà ovviamente poi il Cavaliere a dover trovare una soluzione tenendo conto che dall’altra parte, e cioè del lato colombe, le richieste sono altrettanto note. Il vice premier  non ne ha fatto cenno in conferenza stampa con la delegazione ministeriale del Pdl battendo però il tasto su quanto fatto fino ad ora e ricordando che i provvedimenti portati a casa fanno parte del programma elettorale del partito su cui tutti si sono impegnati in campagna elettorale. E non è un caso poi che tra le cose da fare sia stata inserita la riforma della giustizia, uno dei cavalli di battaglia di Berlusconi.

La decisione di organizzare una conferenza stampa di soli pidiellini nella sede del governo ha destato più di qualche malumore. A molti deputati ad esempio non è piaciuta la mobilitazione via sms da parte del capogruppo Renato Brunetta che invitava i parlamentari a presentarsi a palazzo Chigi. Invito poi raccolto da circa una ventina di parlamentari. A destare stupore però è stata la presenza, seppur di pochi minuti, di Maria Rosaria Rossi, fedelissima del Cavaliere. Le letture che vengono date sulla presenza della Rossi sono diverse, c’è anche chi sospetta che la senatrice sia andata per ‘contare’ parlamentari presenti. Perchè se è vero che l’ex premier lavora per l’unità del partito, secondo diversi dirigenti, l’idea di tenere una conferenza stampa da parte dei ministri pare non gli sia piaciuta. Prova ne sarebbe la nota stizzita

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