LAMPEDUSA, Letta e Barroso contestati. Il premier: “Chiedo scusa”

Pubblicato il 09 ottobre 2013 da redazione

LAMPEDUSA (AGRIGENTO)  – Quei 300 morti nell’hangar dell’aeroporto sono un’immagine che non si dimentica; un pugno nello stomaco per Letta e Barroso che vanno via da Lampedusa con una serie di promesse assai impegnative e una certezza: il nodo dell’immigrazione, quell’esodo costante dai paesi del nord Africa, dall’area subsahariana e dal medio Oriente squassati da guerre, fame, rivoluzioni, deve diventare tema centrale della politica europea. Al contrario, l’Ue non sarà altro che un palazzo di burocrati e il Mediterraneo una tomba per altri milioni di disperati. Sono le 10 quando l’aereo presidenziale atterra sull’isola e il mare ha appena restituito i corpi di altre otto vittime. Alla fine della giornata ne avranno recuperati 14, facendo salire il totale a 302. Il tempo di ricevere il saluto del sindaco Giusi Nicolini e alle orecchie del premier e del presidente della Commissione europea, accompagnati dal commissario Cecilia Malmstrom e dal ministro dell’Intero Angelino Alfano, arriva l’urlo dei manifestanti assiepati fuori dall’aeroporto, una decina di ragazzi: “assassini, buffoni, vergogna. Andate a vedere come vivono i migranti nel Centro”. Una contestazione alla quale si aggiunge, davanti al Comune poco più tardi, quella dei pescatori e dei commercianti, esasperati da anni d’abbandono.

“Questa è l’isola dei diritti negati” recita uno striscione che tutti vedono e leggono. Letta e Barroso non fanno una piega, sapendo bene che la politica ha fin troppe responsabilità in questa strage d’innocenti.

Ed infatti appena arrivato in conferenza stampa il premier chiede scusa.

– Chiedo scusa  – ha detto il capo del Governo – per le inadempienze e le mancanze del nostro paese, del governo e delle istituzioni, rispetto ad una tragedia come questa, una tragedia immane mai accaduta nel Mediterraneo.

Parole che la Malmstrom fa sue sottolineando con un tweet che “quelle bare nell’hangar non sono degne dell’Europa”. Epperò è l’Europa che in questi anni ha lasciato sola l’Italia e soprattutto si è disinteressata completamente dei migranti. Barroso lo dice chiaramente:

– Non possiamo più girarci dall’altra parte: l’Ue è con la gente di Lampedusa e dell’Italia ; il problema deve essere percepito come problema dell’Europa. Tutti insieme possiamo fare qualcosa per impedire ed evitare che vi sia sofferenza e morte.

Il primo passo sono 30 milioni che, dice Barroso, l’Ue metterà a disposizione “per aiutare i rifugiati in Italia” Le altre cose da fare le decideranno le istituzioni europee nei prossimi incontri ma la road map imposta dall’Italia è già un mezzo successo, se è vero, come dice la Malmstrom, che ci sono voluti 14 anni solo per avere una politica comune sul diritto d’asilo.

– L’immigrazione – dice Letta – deve diventare il tema centrale dell’agenda Ue dei prossimi anni. L’impegno che l’Italia assume formalmente è quello di farne, insieme alla Commissione, il tema centrale dell’Europa nel 2014.

Una strategia concordata con il capo dello Stato Giorgio Napolitano che da Cracovia ha ribadito che quella di Lampedusa è “giustamente” definita una tragedia europea. L’Italia spinge dunque su Bruxelles e incassa due risultati positivi: l’ok del presidente del Consiglio europeo Van Rompuy per intavolare al prossimo vertice dell’Ue in programma a fine ottobre una discussione sul tema e l’invito rivolto all’Europa da Francois Hollande.

– Bisogna trarre una lezione da Lampedusa – dice il presidente francese proponendo un piano d’azione articolato su prevenzione, solidarietà e protezione dei rifugiati.

Ma Letta sa bene che i nodi non sono solo in Europa, perché la nostra legislazione in materia di immigrazione e diritto d’asilo è a dir poco lacunosa e repressiva. Il premier annuncia che i provvedimenti che il Cdm ha già in cantiere – la revisione della normativa sull’asilo, uno stanziamento nella legge di stabilità per i primi interventi a Lampedusa, un intervento per i minori non accompagnati – ma sa bene che il problema vero è la revisione della Bossi-Fini da affrontare con una maggioranza che al suo interno ha sul tema posizioni piuttosto distanti.

L’approvazione in Commissione Giustizia al Senato, con il via libera del governo, dell’emendamento del M5s che abolisce il reato di immigrazione clandestina, potrebbe essere un primo passo. Ma quando gli chiedono se si interverrà, il premier non può che glissare:

– Discuteremo, approfondiremo, rifletteremo e troveremo le risposte giuste.

Fosse per lui, però, le modifiche sarebbero già cosa fatta. Sull’ iscrizione dei superstiti del naufragio nel registro degli indagati dice:

– Come capo del governo, ho provato un senso di profonda vergogna di fronte allo zelo, questo è un grandissimo dramma umano.

Parole che mandano su tutte le furie il procuratore d’Agrigento Renato di Natale:

– Non si tratta di zelo ma di rispetto delle regole volute dal parlamento – dice prima di affondare il colpo.

:

– Un componente dell’Esecutivo non può sindacare sull’azione di un ufficio giudiziario che si limita ad applicare una legge dello Stato.

L’altro strappo della giornata Letta lo fa con la sua sicurezza: forzando la mano e imponendo la visita al Centro di accoglienza. Una visita simbolica durata meno di dieci minuti ma utile a non perdere la faccia.

– Ritenevamo impossibile venire qui senza andare al Centro – dirà poi ai giornalisti il premier – Quel che è certo è che il Centro non è degno di un paese civile. Li dentro ho visto sofferenza e dolore. Interverremo al più presto.

Una sofferenza che nulla è in confronto a quella che si respira nell’hangar dove sono allineati i morti senza nome. Letta annuncia che per quei morti, ci saranno funerali di Stato. Quando?

– A questa domanda non so rispondere.

Non prima che il mare abbia restituito gli altri sessanta corpi che ancora giacciono dentro quel maledetto peschereccio.

Ultima ora

19:29Inter: Spalletti “Abbiamo sbagliato la ripresa”

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - "Dispiace sicuramente aver perso, un po' di più perché è passato un po' di tempo dall'ultima e non eravamo più abituati". E' amareggiato il tecnico dell'Inter, Luciano Spalletti, dopo il primo ko stagionale, contro l'Udinese. "Ma ce la siamo un po' andati a cercare - le sue parola a Premium - perché nel 2/o tempo abbiamo sbagliato troppo, siamo stati timidi e poi loro sono stati bravi, hanno fatto valere la loro fisicità. Oggi non ci è girata tanto bene". Spalletti esclude che il ko possa essere 'figlio' di un calo fisico: "No, assolutamente. L'aspetto fisico mi è sembrato a posto ma nella ripresa abbiamo sbagliato molto tecnicamente e dove abbiamo aumentato la distanza tra i reparti. La differenza l'ha fatta la gestione errata della palla. Il gruppo in testa ha fatto un girone d'andata tutto in volata, è stato uno sprint continuo. Ora chiaramente chi si siede un attimo rischia di essere superato. Noi non volevamo questo, eravamo convinti di fare un'altra prestazione che evidenziasse la nostra crescita".

19:11Studi a rischio per figli teste giustizia, programma mirato

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 16 DIC - Due giovani studenti, impossibilitati a frequentare le lezioni perché figli di un testimone di giustizia e a rischio di perdere l'anno scolastico, hanno seguito un programma mirato di formazione che alterna lezioni domiciliari ad attività didattiche a distanza. E' la soluzione - resa nota dalla Prefettura di Reggio Calabria - trovata grazie alle sinergie istituzionali che si sono attivate dopo la segnalazione di un sacerdote. Le linee guida operative obbligano all'adozione di rigide misure di sicurezza, per cui gli studi dei due ragazzi erano a rischio. Dopo la segnalazione ricevuta l'istituto scolastico reggino e l'Ufficio scolastico provinciale, è stato avviato un dialogo per individuare le più idonee soluzioni per garantire le esigenze di protezione con quelle del diritto allo studio ed alla formazione. "Le buone prassi devono diventare la regola: anche per questo è importante che il Senato approvi definitivamente la riforma sui testimoni di giustizia, commenta il deputato Pd Davide Mattiello.

19:05Trasferimento beni: giudizio immediato per Massimo Nicoletti

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Richiesta di giudizio immediato della Procura di Roma per Massimo Nicoletti, figlio di Enrico, quest'ultimo ritenuto dagli inquirenti l'ex cassiere della banda della Magliana. Il pm Luca Tescaroli gli contesta l'accusa di trasferimento fraudolento di beni finalizzato ad eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniale. La richiesta di immediato è estesa anche a Mario Mattei, considerato un prestanome di Nicoletti. Il gip Flavia Costantini ha fissato la data del 14 febbraio prossimo per l'esame della richiesta. I due imputati avranno facoltà di chiedere di essere giudicati con il rito abbreviato.

18:50Calcio: Serie B, vincono Palermo e Bari

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Il Palermo batte la Ternana e conserva il primo posto nella classifica di serie B dopo 19 giornate, inseguito a tre punti dal Bari, vittorioso a Perugia. Il Cesena frena il Parma, che scivola al terzo posto accanto al Frosinone, che a sua volta pareggia, a Carpi. Un punto a testa anche per Empoli e Cremonese. Risultati: Foggia-Venezia 2-2 (ieri); Avellino-Ascoli 1-1; Carpi-Frosinone 1-1; Cremonese-Empoli 1-1; Entella-Salernitana 0-2; Palermo-Ternana 1-0; Parma-Cesena 0-0; Perugia-Bari 1-3; Pro Vercelli-Spezia 0-2. Domani si giocano Brescia-Cittadella e Pescara-Novara.

18:45Corea Nord: ‘ha hackerato milioni Bitcoin’

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - L'intelligence sudcoreana è convinta che ci sia Pyongyang dietro gli attacchi hacker alle criptovalute, in particolare Bitcoin, e che Pyongyang abbia così accumulato milioni in valuta virtuale. Lo riferisce la Bbc. Almeno 7 milioni di dollari sono stati rubati, oggi hanno un valore decuplicato di 82,7 milioni. Inoltre, gli hacker si sono impadroniti dei dati personali di almeno 30.000 persone. Secondo gli esperti, l'obiettivo dell'attacco è quello di evadere le sanzioni fiscali a cui è sottoposto la Corea del Nord. Da tempo si sospetta che Kim Jong-un abbia accumulato un presunto tesoretto di Bitcoin da usare contro le pesanti sanzioni imposte al Paese.

18:38Pd: lascia “millennial” Vichi, aveva picchiato arbitro

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Siccome "ho sempre messo davanti il bene del partito rispetto al destino personale, decido di compiere un gesto di responsabilità dimettendomi da componente della Direzione Nazionale con la promessa che il mio impegno nel Pd e nei Giovani Democratici prosegue con generosità e altruismo". Così Gianluca Vichi, il giovane "millennial" cooptato nella segreteria nazionale del Pd annuncia il suo passo indietro dopo il "gesto brutto che ho commesso in un campo di calcio" nelle Marche "durante una partita di calcio". Vichi infatti, durante l'incontro, aveva dato una ginocchiata all'arbitro.

18:30Calcio: serie A, Inter-Udinese 1-3

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - L'Inter cade in casa, prima sconfitta del campionato, nel primo anticipo della 17/a giornata di serie A, battuta 3-1 dall'Udinese. La squadra bianconera è andata in vantaggio al 14' con Lasagna, ma dopo solo due minuti Icardi (17 reti in campionato) ha pareggiato. L'Inter non è riuscita a completare la rimonta e a inizio ripresa è avvenuto l'episodio forse decisivo, con intervento della Var: su cross di Widmer la palla ha impattato sul braccio aperto di Santon in area, ma l'arbitro Mariani ha dato rimessa dal fondo prima di cambiare idea grazie al video. Accertatosi che il pallone non era uscito, ha concesso il rigore, trasformato da De Paul al 16'. Al 25', terzo gol dell'Udinese su contropiede finalizzato da Barak e l'Inter non è riuscita a reagire.

Archivio Ultima ora