33mila sbarcati nel 2013, 13mila a Lampedusa

ROMA, – “Dall’inizio di gennaio abbiamo ricevuto 33mila persone, di cui solo 13mila a Lampedusa, la maggior parte nel periodo estivo. Considerate le cifre e la forte concentrazione temporale, stiamo cercando di gestire il fenomeno in maniera strutturale e non solo emergenziale”. Lo ha detto il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, che ha incontrato al Viminale il presidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, Jean-Claude Mignon. Bubbico ha sottolineato i “passi in avanti” fatti dall’Italia sia sotto il profilo del diritto d’asilo con una legge europea (entrata in vigore lo scorso 4 settembre) che ha potenziato del 60% gli organismi per il riconoscimento dello status di rifugiato (ora sono 16 in tutto), sia sotto il profilo dell’accoglienza, raddoppiando, anche con finanziamenti aggiuntivi, la capacità di accoglienza del sistema Sprar, passando da 8.000 a 16.000 posti. Il viceministro ha poi evidenziato le criticità dell’attuale sistema europeo di gestione dei flussi migratori, in particolare il Regolamento di Dublino che obbliga i migranti a chiedere asilo nel Paese di approdo. “Un assetto normativo – ha sottolineato – inefficace che impedisce ai migranti di raggiungere le mete volute. Le politiche migratorie saranno al centro del semestre di Presidenza italiana dell’Ue. L’Italia continuerà il suo impegno per la tutela dei diritti umani e per impedire che si verifichino altre tragedie come quella di Lampedusa, ma – ha aggiunto – chiediamo all’Unione Europea e al Consiglio d’Europa di assumere iniziative immediate per prevenire il ripetersi di disastri di questa portata e per promuovere una maggiore solidarietà tra gli stati europei, proprio perché quello dei flussi migratori è un problema europeo e le azioni per gestirlo devono essere condivise e affrontate da tutti”.

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