Parte l’operazione Mare Nostrum: nave-anfibia, droni e elicotteri

ROMA – Navi anfibie, droni, elicotteri con visori notturni. Dopo gli ultimi tragici naufragi, l’Italia lancia ‘Mare Nostrum’, operazione “militare e umanitaria” per rafforzare il dispositivo di sorveglianza e soccorso nel Canale di Sicilia.
– Per noi è intollerabile che il Mediterraneo sia mare di morte – ha detto il premier Enrico Letta che ha presieduto ieri la riunione a Palazzo Chigi – con gli altri ministri ed i vertici militari – in cui sono stati messi a punto i dettagli dell’operazione.
L’obiettivo è portare il soccorso più vicino ai porti di partenza delle carrette del mare, in modo da evitare altre vittime. Il ministro della Difesa Mario Mauro ha sottolineato che “per la prima volta verrà usata una nave-anfibia, la San Marco, operativa dal 18 ottobre”. Si tratta di una nave dotata di capacità ospedaliere, elicotteri e grandi spazi interni per il ricovero dei naufraghi. Ci saranno poi altri pattugliatori, fregate, elicotteri con visori notturni ad infrarossi ed i droni, gli aerei senza pilota che consentiranno di avere la massima sorveglianza nell’ampio tratto di mare interessato dalle rotte dei migranti.
– Con Mare Nostrum – ha sottolineato Mauro – incrementeremo il livello sicurezza delle vite umane ed il controllo dei flussi migratori.
Da parte sua, il ministro dell’Interno Angelino Alfano si è detto convinto che l’operazione “avrà un effetto deterrente molto significativo per chi pensa di fare impunemente traffico di esseri umani”, con l’azione di pattugliamento, “che darà la possibilità di intercettare i mercanti di morte” e l’intervento delle procure “che già in due circostanze ha portato al sequestro delle navi e all’arresto dell’equipaggio”.
Ma che ne sarà dei migranti soccorsi dalle navi italiane?
– Ci sono – ha risposto Alfano – le regole del diritto internazionale della navigazione, non è detto che se interviene una nave italiana porti i migranti in un porto italiano. Si valuterà in base al luogo dove avverrà l’operazione.
Non è ancora chiaro il costo di Mare Nostrum. Ma attualmente, ha ricordato Mauro, “spendiamo un milione e mezzo di euro al mese” per la sorveglianza ed il soccorso in mare; “potenziando il dispositivo con la nuova operazione si spenderà di più”. Non ci sono comunque fondi appositi stanziati per la missione che, ha spiegato Alfano, si finanzierà “con i bilanci dei rispettivi ministeri; non siamo in presenza di una legge per cui serve una nuova copertura”.
– Il punto – ha commentato Alfano – è che l’Italia rafforza la protezione della frontiera esterna e quando si calcolano i costi bisogna capire quali sarebbero i costi in assenza di questa missione.
Accanto all’operazione targata Italia, ci sarà il potenziamento di Frontex, con altri mezzi da impiegare nella vigilanza del Mediterraneo. E ora si guarda con maggiore fiducia al Consiglio europeo dei capi di Governo del prossimo 24 ottobre, nella cui agenda è entrata di prepotenza la questione immigrazione.
– Noi – ha sottolineato Letta – siamo di fronte ad un cambio epocale dell’immigrazione e questo impone un cambio radicale di normativa e di approccio a livello europeo e nazionale. Ma non possiamo aspettare i tempi delle istituzioni e del Parlamento europeo quando di mezzo ci sono vite umane. Dobbiamo – ha concluso – agire subito e per questo il governo ha deciso la missione umanitaria.
Tutti i mezzi in campo
Navi, elicotteri e aerei, anche senza pilota, e radar: è articolato il dispositivo dell’operazione Mare Nostrum, che costituisce – ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro – un “rafforzamento del dispositivo di sorveglianza e soccorso in alto mare che è già presente”.
NAVE ANFIBIA – Tra le novità più significative l’impiego “per la prima volta” in un sistema di vigilanza di questo tipo di una nave anfibia classe San Giorgio (Lpd), cui appartengono il San Marco e il San Giusto, con relativi elicotteri. Nave San Marco, che sarà operativa dal 18 ottobre, è lunga 133 metri ed ha un equipaggio di 165 uomini, “ha la capacità di esercitare il comando e controllo, è dotata di elicotteri a lungo raggio, ha capacità ospedaliera, spazi ampi di ricovero per i naufraghi ed anche un bacino allagabile che consente di operare con i gommoni di soccorso anche in alto mare”.
DUE FREGATE E DUE PATTUGLIATORI – Le fregate della Marina militare classe Maestrale imbarcano 225 uomini: sono navi estremamente versatili e, proprio per questo, sono state sottoposte negli anni ad un impiego molto intenso. Ciascuna imbarcherà un elicottero. I pattugliatori sono unità più piccole, anch’esse con la possibilità di imbarcare un elicottero, particolarmente vocate per il pattugliamento d’altura. Loro compito quello di “rendere l’area che viene pattugliata più agevole per chi si trova in difficoltà e più pericolosa per le navi-madri che tanti problemi ci creano”.
– L’impiego delle navi – ha detto Mauro – sarà alternato a seconda delle condizioni meteorologiche.
NAVE TRASPORTO COSTIERO – Del dispositivo di Mare Nostrum farà parte anche una nave da trasporto costiero. Si tratta di unità come la Tremiti, che ha già operato in questi giorni.
ELICOTTERI – A parte quelli imbarcati sulle navi, del dispositivo faranno parte anche due elicotteri EH101 della Marina militare: velivoli dotati di strumenti ottici a infrarossi e radar di ricerca di superficie, impiegabili anche da Lampedusa o da Pantelleria.
AEREI – Previsto l’utilizzo di un velivolo P180 dotato di tecnologia particolare per la visione notturna, impiegabile da Lampedusa, e di aereo di pattugliamento marittimo Atlantic con equipaggio misto Marina-Aeronautica che partirà dall’aeroporto di Sigonella.
DRONI E RADAR – Per avere “il massimo della sorveglianza possibile in tutta l’area” l’operazione Mare Nostrum farà affidamento anche su “sistemi a pilotaggio remoto”, vale a dire aerei senza pilota Predator. Un ulteriore apporto alla sorveglianza sarà garantito dalle nostre reti radar della Marina che delle Capitanerie di porto.