SINDACATI. Stop tagli pubblico impiego o mobilitazione

Pubblicato il 15 ottobre 2013 da redazione

ROMA. – Gli ulteriori tagli al pubblico impiego con il blocco contrattuale esteso a tutto il 2014 sono “inaccettabili”. L’altolà arriva dai sindacati, che avvertono di essere pronti anche alla mobilitazione: i dipendenti pubblici, che sono senza rinnovo dal 2009, “hanno già dato” e non possono essere “il bancomat” del governo, attacca la categoria della Cgil. “Il pubblico impiego non può essere tagliato. Questo è per noi inaccettabile”, afferma il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. “Abbiamo perso 350 mila dipendenti negli ultimi cinque anni perché non si è fatto più turnover”, aggiunge Bonanni, insistendo sul taglio delle tasse sul lavoro e sulle risorse da cercare “nel settore della spesa pubblica dove c’è molto da rivedere” tra “molte inefficienze, sprechi, ruberie”. Parla di misure “inaccettabili” anche il segretario generale della Fp-Cgil, Rossana Dettori, riferendosi al blocco dei contratti nella Pubblica amministrazione per tutto il 2014 “oltre alla novità che spero di non trovare e cioè il pagamento della sola indennità di vacanza contrattuale per il triennio 2015-2107”, altrimenti “risponderemo punto per punto, se necessario anche con la mobilitazione”. I dipendenti pubblici, insiste Dettori, “sono senza contratto dal 2009 e hanno già lasciato 7 miliardi di risorse sul tavolo, altri 14 miliardi che derivano da mancate assunzioni: hanno già dato abbastanza a questo governo, che continua ad usare il lavoro pubblico come bancomat, è sbagliato”. I sindacati del pubblico impiego (Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa) chiedono anche “subito una proroga per tutelare gli oltre 120mila precari della Pa e garanzie su un percorso che sani definitivamente questa piaga”: a fine anno – avvertono ancora – con migliaia di contratti in scadenza “c’è il rischio reale di una paralisi dei servizi pubblici”. L’Ugl parla di un settore ormai “letteralmente falcidiato e ridotto in povertà”.

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