CITTA’ DEL VATICANO. Slitta l’arrivo di Parolin, Papa ringrazia Bertone

CITTA’ DEL VATICANO. – Un “benvenuto in ‘absentia’” al nuovo segretario di stato vaticano, mons. Pietro Parolin, e un ringraziamento per la “generosità”, “l’atteggiamento di incondizionata fedeltà e assoluta lealtà a Pietro” e anche per il “coraggio e la pazienza con cui ha vissuto le contrarietà che ha dovuto affrontare”, “tante”, all’ormai ex segretario, il cardinale Tarcisio Bertone. E’ stato un passaggio di consegne a metà quello che si è svolto nella sala della Biblioteca della segreteria di stato del Palazzo apostolico, presenti papa Francesco e i superiori e gli officiali del dicastero vaticano. A sorpresa, infatti, il nuovo primo collaboratore del Papa, il veneto Parolin, ex nunzio in Venezuela, non ha partecipato alla cerimonia di congedo di Bertone che avrebbe dovuto rappresentare anche il contestuale insediamento del nuovo segretario. “Prenderà possesso del suo nuovo incarico alcune settimane più tardi rispetto alla data di oggi, a motivo di un piccolo intervento chirurgico a cui ha dovuto sottoporsi”, ha spiegato lo stesso papa Francesco nel saluto a Bertone. Più tardi, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha detto di aver avuto assicurazione “che non si tratta di un intervento grave”. Di certo, Parolin è stato in Vaticano la settimana scorsa e ancora ieri era atteso al residence Santa Marta dove è a disposizione per lui una stanza nell’attesa che Bertone liberi l’appartamento della segreteria di stato per trasferirsi nella sua nuova abitazione all’ultimo piano del palazzo della Gendarmeria. Attualmente, comunque, Parolin si trova in Veneto, dove si è sottoposto a un’operazione e il suo arrivo in Vaticano è previsto tra circa due settimane. Piuttosto che un discorso programmatico sulle linee che dovrà assumere la segreteria di stato di papa Bergoglio, come ci si attendeva, la cerimonia si è risolta, dunque, soprattutto in un congedo a Bertone, cui papa Francesco non ha risparmiato i ringraziamenti. Dell’ex segretario, Bergoglio ha sottolineato la “grande generosità”, “l’atteggiamento di incondizionata fedeltà e assoluta lealtà a Pietro, tanto verso Benedetto XVI che verso di me in questi mesi”. E ancora papa Francesco ha voluto menzionare “il coraggio e la pazienza con cui ha vissuto le contrarietà che ha dovuto affrontare”. “Sono tante”, ha aggiunto con una sottolineatura che non può non far pensare alla stagione di Vatileaks. Da parte sua, Bertone ha ricordato i “sette anni” e i “sette mesi” trascorsi rispettivamente accanto a Benedetto XVI e papa Francesco. Del primo ha ricordato i “forti progetti pastorali”, l’anno paolino, l’anno sacerdotale e l’anno della fede ma anche come papa Ratzinger abbia “profondamente sofferto per i mali che deturpano il volto della Chiesa e per questo l’ha dotata di una nuova legislazione che colpisca con decisione il vergognoso fenomeno della pedofilia fra il clero”. Intanto è stato pubblicato il testo di un messaggio che, con una modalità un po’ inconsueta, papa Francesco ha inviato al presidente del Governatorato della Città del Vaticano, il cardinale Giuseppe Bertello e con cui ha motivato la sua scelta di elevare alla dignità di vescovo, il nuovo segretario dell’ente vaticano, padre Fernando Vergéz Alzaga, da lui nominato il 30 agosto scorso. A Vergéz il Papa ha affidato uno speciale compito, quello di “curare in modo diretto la formazione umana e cristiana dei dipendenti e dei collaboratori”. Ma di chi lavora in Vaticano, Bergoglio ha evidenziato anche una “speciale responsabilità” dovuta al “vincolo di lavoro”, e cioè “scrupolosa fedeltà” a tutti i compiti”, “professionalità” e “onestà”. Riguardo ai capi dicastero attualmente in scadenza, si delineano le candidature dei successori. Se per Antonio Maria Vegliò ai Migranti si continua a parlare dell’arrivo del card. Domenico Calcagno, per la Congregazione per le Cause dei Santi, ora guidata dal card. Angelo Amato, risulta accreditato il nome di mons. Dominique Mamberti, ora “ministro degli esteri” vaticano. Amato non dovrebbe comunque lasciare prima del nuovo anno. Infine, il posto del card. Francesco Coccopalmerio, presidente del pontificio consiglio per i Testi legislativi, sarebbe destinato all’attuale segretario del dicastero, mons. Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru.

(Nina Fabrizio/ANSA)