ARGENTINA. Voto, bufera su deputato figlio di “desaparecidos”

Pubblicato il 17 ottobre 2013 da redazione

BUENOS AIRES. – A dieci giorni dalle elezioni legislative, il dibattito politico in Argentina si è concentrato su un video pubblicato anonimamente su Internet, nel quale si vede uno dei principali candidati filogovernativi a Buenos Aires che, irritato per il modo in cui è stato trattato in un controllo stradale, parla in modo sprezzante a una vigilessa e chiama un collaboratore per esigere che gli venga inflitta una “lezione”. I fatti sarebbero avvenuti nel maggio scorso: Juan Cabandié, primo candidato deputato per Buenos Aires del Fronte per la Vittoria (Fpv) è stato filmato mentre discute con i responsabili di posto di controllo a Lomas de Zamora, nell’hinterland della capitale argentina, che lo avevano fermato e multato per un’assicurazione non in regola. Visibilmente arrabbiato, Cabandié se l’è presa con una vigilessa poco più che ventenne, trattandola in modo brusco, per poi telefonare a un collaboratore non identificato, al quale ha detto che era necessario dargli “una lezione” perché era “molto fuori posto”.

Parlando con la vigilessa, il candidato – uno dei figli di “desaparecidos” adottati illegalmente durante la dittatura militare e restituiti in seguito alla sua vera famiglia – le dice: “io sono più coraggioso di te, perché sono figlio di ‘desaparecidos’, perché io c’ho messo le palle, perché sono dove devo essere, sopportando i figli di puttana che vogliono rovinare questo paese”. Poco dopo la diffusione del video – realizzato da un agente della gendarmeria presente sul luogo- si è saputo che la vigilessa, Belen Mosquera, era stata licenziata dopo l’incidente. Il caso ha scatenato una forte polemica, e le scuse pubbliche di Cabandié, che ha ammesso di aver agito in un momento di ira, non sono bastate per calmare gli animi.

Martin Insaurralde -primo candidato deputato del FpV nella provincia di Buenos Aires, nonché sindaco di Lomas de Zamora – ha licenziato il direttore di traffico del suo comune e ha incontrato la giovane vigilessa, promettendole che le restituirà il lavoro. Altri figli di “desaparecidos” – fra i quali Victoria Donda, candidata in una lista di opposizione di sinistra – hanno manifestato il loro sdegno per il modo in cui Cabandié ha usato il suo tragico passato famigliare: “Essere figli di ‘desaparecidos’ non ti da nessuno privilegio morale”, ha detto Donsa.

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