Cuba. Addio a doppia moneta, Castro annuncia unificazione

L’AVANA. – Il governo di Raul Castro ha annunciato una delle sue riforme più ambiziose che potrebbe mettere fine ad una disuguaglianza economica e sociale che dura da quasi vent’anni: l’eliminazione del sistema di doppia valuta presente. Sull’unificazione del peso comune (Cup) con il cosiddetto ‘peso convertibile’ (Cuc), allineato sul dollaro e che oggi vale 25 Cup, la stampa ufficiale ha diffuso una nota nella quale si annuncia che il consiglio dei ministri procederà “ad una unificazione monetaria, tenendo in conto la produttività del lavoro e l’efficacia dei meccanismi distributivi e redistributivi”. Nella dichiarazione si sottolinea che “a causa della sua complessità, questo processo richiederà una preparazione ed una esecuzione rigorose”, senza fornire ulteriori dettagli sui tempi della riforma e limitandosi ad indicare che sarà applicata prima alle persone giuridiche. La doppia valuta è arrivata a Cuba dopo il crollo del blocco sovietico a inizio degli anni ’90, quando il paese ha affrontato una grave crisi economica a causa della scomparsa dei governi che costituivano i principali, a volte unici, mercati per i suoi prodotti, acquistati a prezzi concordati. Nel ’93 Fidel Castro autorizzò le rimesse di denaro da parte degli emigrati cubani – circa il 10% della popolazione – e la circolazione del dollaro nell’isola e a fine ’94 fu creato il Cuc come alternativa alla moneta americana, che fu ritirata dal mercato interno, anche se non proibita, nel 2004. Lo Stato, che è di gran lunga il principale operatore economico del paese, paga gli stipendi in Cup, ma con la liberalizzazione delle piccole attività imprenditoriali (i cosiddetti “cuentapropistas”) e lo sviluppo dell’industria turistica il Cuc ha cominciato a circolare in modo più intenso. Questo, a sua volta, ha provocato una senso di ingiustizia economica nella popolazione: lo stipendio medio statale è di 500 Cup, pari a 20 Cuc o dollari ed esiste dunque una differenza sensibile fra chi è pagato in Cuc e chi invece ha accesso a dollari o Cuc dal turismo, l’estero o dal crescente settore privato, e dispone di risorse ben maggiori. A questo si aggiunge la presenza di due ‘mercati paralleli’, a seconda della moneta che si usa per pagare, che ha creato un diffuso senso di esclusione economica difficile da accettare in una società che sbandiera l’egualitarismo socialista come uno dei suoi valori fondamentali.

(Francisco Forteza/ANSA)

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