Solicitan que se despenalice el mercado cambiario

Pubblicato il 25 ottobre 2013 da redazione

CARACAS- El presidente de Consecomencio, Mauricio Tancredi, cree necesario que se despenalice el mercado cambiario de forma que exista acceso diario a las divisas para los pequeños y medianos comerciantes.

“Es importante que se revise Cadivi porque está trabajando con mucho retraso; y también es importante que el Sicad se mantenga semanalmente otorgando cantidades inclusive superiores”, agregó.

Aplaudió la importación masiva anunciada por el Gobierno; sin embargo, lo considera una medida coyuntural y puntual que van a satisfacer ciertas necesidades estacionales en productos como juguetes y alimentos.

Manifestó preocupación por las cifras oficiales del Banco Central de Venezuela que hablan de un 21% de índice de escasez y que se ha ido incrementando en los últimos meses.

“Tenemos que incentivar los productos fabricados en Venezuela, por venezolanos, hechos en casa y llevados a los mercados nacionales. Si continuamos con esta política de que todo tiene que ser importado, le estamos quitando trabajo a los venezolanos para dárselo a un foráneo”.

“Es importante que no tomemos medidas coyunturales en todo el año, sino cuando haga falta”, exhortó.

Al mismo tiempo, reiteró su llamado al Gobierno a coordinar mesas de discusión en las que participen los sectores públicos y privados
para establecer las medidas que incentiven y dinamicen el mercado. “Podemos lograr que existan productos en los anaqueles para todos los venezolanos”, aseveró.

Ante las estimaciones de algunos economistas sobre el índice inflacionario, Tancredi insistió en recomendar al Gobierno incentivar la producción nacional.

“Sería alarmante que este año terminemos cerca de un 50% y francamente las cifras reportadas por el Ministerio de Finanzas con la presentación del presupuesto no parecen cercanas a la realidad cuando se habla del 26%”, desestimó.

Tancredi ve con preocupación cómo hace 10 años la Confederacion Venezolana de Industriales (Conindustria), tenía un registro de más de 12mil industrias en funcionamiento y actualmente sólo hay 7mil.

“Estamos hablando de 5 mil empresas menos en 10 años, hay que ver por qué pasa eso, por qué dejo der ser rentable producir en Venezuela y por qué es más barato importar desde cualquier país del mundo. Tenemos que darle oportunidad al productor nacional”, apunto el jefe del gremio comercial.

Con respecto a las acusaciones de “guerra sucia” por parte de varios voceros del gobierno, Tancredi expresó que “somos un gremio empresarial de comerciantes; donde más del 80% son pequeños y medianos empresarios que lo que hacemos es levantarnos temprano todos los días para subir la santamaría y atender a los clientes y consumidores. No sabemos nada de guerras económicas, lo que queremos es trabajar, producir y dejar el dinero aquí en Venezuela. Vemos con lamento que hay empresarios que han cerrado, se han informalizado o se han ido del país. Consecomercio lo que quiere es trabajo y más trabajo”.

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