La nona di Garcia, questa Roma non si ferma

ROMA. – Le mani di Garcia sul campionato. Più forte delle difficoltà e della consistenza dell’Udinese, la Roma si esalta giocando in inferiorità numerica per l’espulsione di Maicon e con un piatto destro del subentrante Bradley corona il suo nono successo di fila, record dei record in avvio campionato alla pari della Juve di Capello del 2006 nell’annata di calciopoli. Juve e Napoli più che vincere non possono ma la distanza dalla vetta rimane a cinque punti. I giallorossi di Garcia, a punteggio pieno e con un gol solo subito, lanciano la sfida al campionato reggendo un’andatura da marziani, unica in tutta Europa. La lepre non ha intenzione di farsi raggiungere nella lunga corsa scudetto. Juve e Napoli vincono senza esaltare ma senza rischiare i loro incontri casalinghi mentre la Fiorentina fa la pelle al Chievo fanalino di coda con una doppietta dello scatenato Cuadrado e raggiunge l’Inter di Mazzarri, a 9 punti dalla vetta. In crisi sempre più evidente il Milan dott. Jekyll e mr Hide: sotto di due gol a Parma, rimonta dopo la sostituzione di Balotelli e rischia di vincere, poi Parolo (uno dei migliori giocatori del campionato) la manda all’inferno, a 16 punti dalla capolista. Riparte la Lazio grazie a Miro Klose: dopo un primo tempo incolore e i fischi dell’Olimpico, la formazione biancoceleste si riprende con l’ingresso in campo del tedesco che firma l’1-0 e propizia il rigore del 2-0 siglato da Candreva. Senza la mente Totti e il braccio Gervinho, Garcia inserisce Borriello e Ljajic a Udine: Muriel colpisce un palo, Maicon viene espulso per doppia ammonizione, ma la Roma non molla, fa quadrato e passa con Bradley tornato dopo un lungo infortunio. Equilibrata e compatta, con una rosa di alto livello che Garcia gestisce con precisione chirurgica, la Roma impone per ora la sua dittatura al campionato. La Juve ci mette un po’ a prendere le misure del modesto Genoa: gara sempre dominata, ma le parate di Perin e alcuni errori degli avanti sembrano creare difficolta’ ai bianconeri reduci da due sconfitte. Poi un rigore generoso (Biondini stende Asamoah fuori area) viene trasformato con un bolide da Vidal e il raddoppio di Tevez , al quinto sigillo in campionato, certifica la superiorità in campo. Quando impone la sua supremazia la Juve sembra in grado di tornare quella degli ultimi due campionati. Il Napoli non fallisce l’appuntamento dell’ora di pranzo: Benitez continua la sua girandola di cambi e viene premiato. Higuain esce dal cono d’ombra a seguito dell’infortunio e decide la sfida con il Toro con una doppietta su rigore. Migliore in campo Mertens, i partenopei gestiscono poi l’incontro e anche le forze visto che si giocherà altre due volte in settimana. La Fiorentina fatica un po’ a prendere le redini della gara che il Chievo conduce per lungo tratto grazie a un colpo di testa di Cesar che sorprende la difesa viola. Poi la superiore tecnica degli ospiti prende il sopravvento grazie a una doppietta di Cuadrado che fa la differenza. Emozioni a raffica a Parma con un Milan che esce sconfitto dopo avere sfiorato l’impresa: gli emiliani dominano la prima parte della gara col vantaggio di Parolo, su azione tambureggiante di Biabany, e raddoppio di Cassano con un colpo da biliardo. Nella ripresa Gargano colpisce la traversa sfiorando il 3-0 poi Matri, entrato al posto di Balotelli, riapre i giochi e su mischia Zapata pareggia con i milanisti che fiorano il successo ma alla fine vengono puniti ancora da Parolo. Tre punti preziosi per il Bologna che con il gol iniziale di Crespo riesce a tenere a bada il Livorno mentre il Catania non riesce a superare un Sassuolo in evidente miglioramento. Ora il Chievo è ultimo in classifica e giovedì giocherà in casa della capolista Roma nel più classico dei testa-coda.

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