Pd: primo test circoli, renziani avanti ma Cuperlo tiene

ROMA. – I sondaggi confermano un Matteo Renzi ampiamente in testa in vista del congresso Pd ma una parte della sua forza, una volta che sarà stato eletto, si giocherà anche sulla conquista del partito a livello locale. Il sindaco lo sa bene e per questo da settimane ha messo i suoi al lavoro sui congressi provinciali dove, al momento, i candidati renziani sono avanti ma non sfondano. E quelli legati a Gianni Cuperlo tengono. Tutto questo mentre non si placa la polemica sul tesseramento ‘last minute’ e, a livello nazionale, i candidati continuano a duellare anche se su un tema caldo come quello della legge elettorale i Dem sembrano ritrovare l’unità. Le dinamiche dei congressi locali, separati da quello nazionale, portano, tra l’altro a diverse ‘allenze forzate’ e sono vari i casi di candidati unitari nelle federazioni provinciali. E’ il caso di Bologna dove si afferma il segretario uscente Raffaele Donini, sostenuto sia da renziani che da cuperliani e che non ha ancora sciolto la riserva su chi voterà al nazionale. A Fabio Incatasciato, che vince a Firenze e al nazionale sosterrà Cuperlo, tanto per dire, è andato il voto proprio di Matteo Renzi. A parti invertite la vicenda di Napoli dove il nuovo segretario, Melito Venanzio Carpentieri, che voterà Renzi al nazionale, era sostenuto anche dai cuperliani. In vista del vero primo test, a novembre, con il voto dei circoli sugli sfidanti, I candidati di area renziana si affermano o sono in testa a Torino (Fabrizio Morri) e Palermo (Carmelo Miceli che ‘batte’ con il 56% il cuperliano Antonio Rubino). A Milano la cuperliana Arianna Cavicchioli riesce a portare al ballottaggio il renziano Pietro Bussolati ma la vittoria di quest’ultimo sembra scritta visto che Areadem, che aveva un proprio candidato, dovrebbe convergere su di lui. Genova va a Cuperlo con Massimo Terrile che si attesta sul 61%. Pippo Civati conquista la ‘sua’ Monza. Complessa la vicenda di Roma dove al ballottaggio andranno Lionello Cosentino, candidato dell’area Bettini e Tommaso Giuntella ex coordinatore del comitato Bersani e sostenuto dai giovani turchi. Il renziano Tobia Zevi si ferma poco sopra il 16%. Con i circoli impegnati nel voto continuano le polemiche sulla lievitazione del tesseramento. Da Roma, circolo Trastevere, tanto per citare un caso, il segretario neo-eletto chiede direttamente a Renzi di intervenire contro i ‘giochi dei signori delle tessere travestiti da renziani’. Mentre dal Nazareno si invita a evitare tesseramenti ‘multipli’. Tutto questo mentre a livello nazionale continuano le scintille tra i due principali candidati con Gianni Cuperlo che va all’attacco chiedendo a Renzi qual è la sua idea di partito: “vedo soltanto un solo protagonista ma non vedo dietro, qual è il partito al quale pensa”. E a sostegno della sua tesi cita una celebre battuta di Dino Riso su Nanni Moretti e le sue opere: “Nanni spostati che non vedo il film…”. Dall’altro i Dem sembrano avere ritrovato unità di vedute sulle larghe intese (che anche Cuperlo boccia) e sulla legge elettorale con il capogruppo al Senato, Luigi Zanda, che in commissione Affari Costituzionali dichiara ufficialmente che la posizione “unitaria” del Pd è per il doppio turno chiedendo che il confronto si concentri su questo. Di fatto una vittoria del sindaco che ha portato tutto il gruppo parlamentare su questa posizione. Con una soluzione di mediazione da ‘offrire’ al Pdl che a questo punto potrebbe essere quella del doppio turno di coalizione (sulla quale anche Cuperlo oggi si dice d’accordo).

(Alessandra Chini/ANSA)