Letta e Saccomanni, primi segnali di ripresa da fine anno

Pubblicato il 30 ottobre 2013 da redazione

ROMA. – L’Italia si avvia verso una graduale ripresa, ha le carte in regola per agganciarla. Grazie anche al contributo di sgravi fiscali da 16,5 miliardi, messi a punto dalla Legge di Stabilità per il triennio 2014-2016, l’economia tricolore ripartirà dal prossimo anno, per poi mettere a segno numeri più consistenti di crescita nel 2015 e raggiungere un rialzo del Pil del 2% nel 2017. A ribadire che, dopo anni di crisi, si intravvede finalmente la luce infondo al tunnel sono in coro premier e ministro dell’Economia. Ma quest’ultimo invita però a non abbassare la guardia sul risanamento dei conti pubblici e ai banchieri che lo ascoltano dalla platea dell’89esima Giornata mondiale del risparmio ricorda che una condizione essenziale per far ripartire la congiuntura è quella di riattivare il credito. Sullo sfondo, avverte tuttavia il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, “l’incertezza resta elevata”. “Alla fine di quest’anno ci saranno i primi segni di crescita reale” dice Enrico Letta rivendicando che con le misure messe in campo dal 1 ottobre 12mila giovani sono stati assunti. “Sono i primi segnali. Sono moderatamente ottimista – assicura quindi – e molto determinato a far sì che nulla rubi al nostro Paese la possibilità di cogliere la ripresa”. Una ripresa che sembra peraltro esser già stata afferrata dalla Spagna, che proprio ieri ha annunciato di esser uscita da due anni di recessione, con un Pil del terzo trimestre in rialzo dello 0,1% (dal -0,1% dei tre mesi precedenti). A Fabrizio Saccomanni il compito di spiegare nuovamente e difendere lo spirito del disegno di legge di Stabilità. Le misure disposte dal Governo, ribadisce, sono state prese in nome di una strategia comunque “improntata alla prudenza”, e spiega che ciò era necessario considerato il macigno di debito pubblico. Ma anche grazie a tali misure il paese “ha le carte in regola per agganciare questa fase di ripresa e trarne appieno i vantaggi in termini di crescita e di occupazione”. Per questo, invoca il ministro, “dobbiamo fare in modo che questa opportunità non vada perduta in un clima di perdurante instabilità politica”. A ciascuno la propria parte, però. Se da un lato bisogna far calare il debito e contenere il deficit entro il 3%, o meglio ancora tendere al pareggio, sul fronte privato uno sforzo particolare è chiesto anche alle banche. “Riattivare il circuito del credito – dice il ministro – è condizione indispensabile per sostenere lo sviluppo e la crescita. Anche in Italia restano significative le tensioni sull’offerta che si riflettono in una prolungata riduzione dei finanziamenti a imprese e famiglie”. E tornando sulla Legge di Stabilità Saccomanni avverte come sia “evidente che non ci sono soluzioni semplici per reperire ulteriori risorse per concedere sgravi fiscali più ampi”. Quello che abbiamo davanti, chiarisce, è “un sentiero stretto: dobbiamo usare le risorse disponibili per dare il massimo supporto all’economia, mantenendo quella prudente gestione della finanza pubblica”.

(Angelica Folonari/ANSA)

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