Legge Elettorale: Pressing Letta, consultazioni al Colle

Pubblicato il 30 ottobre 2013 da redazione

ROMA. – Morsa a tenaglia dal governo e dal Colle per la riforma della legge elettorale. Un pressing sul Parlamento che prova ora a dare un primo segnale di aver ricevuto il messaggio: già martedì, alla ripresa dei lavori dopo la pausa festiva, la Commissione Affari costituzionali del Senato comincerà a far pronunciare tutti i gruppi sulle tre questioni fondamentali che riguardano la riforma elettorale: turno unico o doppio, preferenze e “premietto” proposto dal Pdl nel caso in cui non si riesca a raggiungere la soglia del 40 per cento. “Condivido completamente l’appello del Presidente Napolitano” a far le riforme “in sette giorni” è l’assist del premier Enrico Letta che precisa: per il “governo sono fondamentali ma sulla legge elettorale il parlamento non vuole intrusioni”. Tuttavia Letta il suo parere lo offre: è d’accordo con Napolitano, se non si riesce a fare una “mega riforma” meglio avviare quei ritocchi necessari a cambiare il Porcellum, “il male assoluto”, nel più breve tempo possibile. Prima che intervenga la Consulta. E poi, perché, “la pazienza degli italiani è finita”. Nonostante gli appelli, tuttavia, la strada della riforma è molto stretta. La decisione, assunta in Commissione, di andare a fare la prima scrematura sui punti dirimenti la riforma, sarebbe stata presa dalla presidente Anna Finocchiaro su iniziativa del Pd, M5s e Sel. Su turno unico e doppio turno la divisione tra Pdl e Pd è profonda. Il primo chiede che il premio di maggioranza sia assegnato già al primo turno, mentre il Pd insiste che il premio vada a chi vince il ballottaggio. Ma anche sugli altri punti le distanze sono ampie: il Pdl propone l’elezione dei candidati secondo un ordine di lista mentre il Pd è per le preferenze. Per questo Finocchiaro dovrebbe chiedere ai gruppi di esprimersi sui punti controversi per avere da subito un quadro definitivo. Se dovessero essere confermate distanze ‘siderali’ si potrebbe allora passare ai ritocchi minori come consigliano governo e Colle. Una soluzione che, tuttavia, non può convincere Matteo Renzi che dice No al ‘Porcellinum’. Ma che, di fronte ad un via libera sul doppio turno, che sancirebbe lo stop a modelli proporzionalisti, potrebbe evitare di mettere nuova carne al fuoco premendo sul modello dei sindaci. In tutto questo proseguono le ‘consultazioni’ di Napolitano che ha incontrato i gruppi di opposizione. Ieri sono andati al Quirinale le delegazioni di Psi, Gal e Lega. Incontri ”molto utili per la chiarezza delle posizioni espresse” al presidente, si sottolinea al Quirinale in serata. Delegazioni che tutte – mancano i grillini – hanno mostrato di essere pronte al dialogo concreto nel merito delle riforme. Oggi sarà anche ‘celebrato’ in giro per l’Italia il ‘no Porcellum day’: manifestazioni per sostenere l’abolizione della legge ‘porcata’ con iniziative ‘sfiziose’ come la ‘porchetta’ che verrà offerta a Roma e il ‘porcheddu’ che verrà fatto a pezzi in piazza dai Riformatori sardi. A Roma l’appuntamento sarà da Eataly, presenti il patron Oscar Farinetti e il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, giunto oggi al 25esimo giorno di sciopero della fame.

(Francesca Chiri/ANSA)

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