Torino capitale d’arte contemporanea sbarca a New York

NEW YORK. – “La nuova Torino è una città dove la cultura svolge un ruolo cruciale. E uno dei modi in cui vogliamo valorizzare questo investimento è aprirci alle collaborazioni internazionali”: con queste parole il sindaco del capoluogo piemontese, Piero Fassino, dà il via alla quattro giorni di eventi organizzati negli Usa nell’ambito dei programmi dell’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti. Ad aprire la kermesse è il symposium al MoMA PS1 dal titolo ‘Gran Torino – The City of Contemporary Art’, un incontro con il quale la città di Torino, insieme ai suoi maggiori esponenti nel campo dell’arte moderna e contemporanea (la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione De Fornaris e la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT), si propone di illustrare il suo ‘sistema-arte’ che vede un importante incontro tra pubblico e privato con musei, fondazioni, collezionisti e gallerie. “Torino è riconosciuta come la capitale dell’arte contemporanea”, sottolinea Fassino all’Ansa, spiegando che soprattutto negli ultimi 15 anni “la cultura è stata una delle leve per la ridefinizione dell’identità del capoluogo piemontese”. Per un secolo è stata una città industriale, e oggi punta non solo ad essere un centro produttivo, ma vuole mostrare l’importante investimento portato avanti nei campi del sapere e della conoscenza, “uno dei fattori del forte dinamismo della nostra città “. “A New York sono presenti le eccellenze culturali della città – spiega – L’obiettivo è da un lato quello di aprire nuovi canali di cooperazione con la metropoli americana, e dall’altro quello di far conoscere Torino e rendere la nostra città sempre più interessante dal punto di vista delle relazioni internazionali”. Come ricorda il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Riccardo Viale, entro il 2014 tutte le maggiori istituzioni di Torino saranno presenti nella Grande Mela, e questa è la “prova empirica che è molto facile collaborare con questa città”. Nonostante la sfida con un mondo dell’arte competitivo e globalizzato non sia semplice, secondo la direttrice della Gagosian Gallery di New York, Valentina Castellani, Torino deve fare leva sulle sue peculiarità. Per esempio, è il luogo dove è nata l’Arte Povera. “I collezionisti che vengono dagli Stati Uniti, ma anche dall’India o dal Qatar – afferma – devono arrivare nella città piemontese perché ha qualcosa di unico che non si trova altrove”. Al centro della presentazione newyorkese ci sono i disegni di Leonardo da Vinci – tra cui il celebre Codice del Volo degli Uccelli – conservati nella Biblioteca Reale di Torino ed esposti alla Morgan Library. La Birreria di Eataly ospita invece ‘The Cities Out My Window’, una selezione di riproduzioni di disegni realizzati dall’architetto Matteo Pericoli. Ancora, alla Scuola d’Italia Guglielmo Marconi va in scena lo spettacolo Sette Operette Morali di Giacomo Leopardi, una produzione della Fondazione del Teatro Stabile di Torino. Il Museo Nazionale del Cinema presenta al MoMA un omaggio a Francesco Rosi con una breve selezione di suoi film. L’Università di Torino e il Politecnico prendono parte al seminario ‘Start up’ organizzato all’Istituto Italiano di Cultura. E la città piemontese sbarca anche a Times Square, dove viene proiettato un video dal titolo ’30 Sec of Torino – City of Art’, realizzato da Fargo Film e prodotto dalle due Fondazioni: ‘De Fornaris’ e ‘Per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT’.

(di Valeria Robecco) (ANSA) –

 

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