Siria, distrutti gli impianti delle armi chimiche

Pubblicato il 31 ottobre 2013 da redazione

DAMASCO. – L’arsenale di gas tossici di Damasco non è più una minaccia per la popolazione siriana o per altri Paesi. Se ne è detta convinta oggi l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), sottolineando che i suoi esperti hanno completato la distruzione degli impianti per la loro produzione e utilizzo. Ma i lanci di razzi sui sobborghi ribelli che a Damasco si odono anche in pieno giorno ricordano che, sebbene per armi convenzionali, si continua a morire, mentre stamani Israele ha attaccato dal mare una batteria di missili mobili antinave Yakhunt nella città costiera di Latakia. Un attacco riportato subito dalla tv degli sciiti libanesi Hezbollah, Al Manar, sul quale non si registrano dichiarazioni del governo israeliano ma confermato in serata da fonti dell’amministrazione Obama alla Cnn. Secondo queste ultime, l’obiettivo del blitz era “impedire il trasferimento di missili” proprio a Hezbollah. Ma intanto l’Opac ha completato la neutralizzazione delle armi chimiche siriane: “La Siria non può più produrre né utilizzare armi chimiche”, ha detto all’ANSA Sausan Ghosheh, portavoce della missione congiunta Opac-Onu, avviata sulla base di un accordo russo-americano sancito da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Risoluzione che in settembre ha evitato un intervento armato di Washington dopo un bombardamento con gas tossici che il 21 agosto aveva ucciso centinaia di civili in alcune località controllate dagli insorti intorno alla capitale. Un attacco compiuto dal regime secondo gli Usa e altri Paesi occidentali, una provocazione degli stessi ribelli secondo il presidente siriano Bashar al Assad. Ottimista la prima reazione dagli Stati Uniti: il segretario di Stato per la non proliferazione, Thomas Countryman, si è detto “fiducioso” che entro la data prevista del 30 giugno 2014 si potrà arrivare alla completa distruzione degli arsenali siriani di armi proibite. “La risoluzione del Consiglio di sicurezza” dell’Onu “evidentemente ha funzionato, ne siamo molto contenti”, ha affermato da parte sua il ministro degli Esteri Emma Bonino. Il primo passo, ha precisato l’Opac, è stato compiuto con “la distruzione funzionale di tutte le strutture dichiarate” da Damasco per la produzione dei gas tossici e il loro caricamento nelle testate. Quest’opera, sottolinea l’organizzazione vincitrice del Premi Nobel per la Pace, è stata compiuta in 21 dei 23 siti identificati. Altri due non hanno potuto essere controllati a causa dei combattimenti, ma il materiale che vi era custodito è stato “trasferito presso altre strutture dichiarate dove è stato ispezionato”. Entro il 15 novembre l’Opac e la Siria dovranno raggiungere un accordo sul programma di eliminazione delle scorte di armi chimiche prodotte, che dovrà appunto essere ultimata entro la metà del prossimo anno. La soddisfazione per l’annuncio odierno non può far dimenticare che i morti per le armi chimiche sono stati un’esigua minoranza sul totale delle vittime di questo conflitto, che continua ad uccidere. Oltre 120.000 persone hanno perso la vita nelle violenze degli ultimi due anni e mezzo, secondo un ultimo bilancio dell’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). Damasco, intanto, si è ormai assuefatta alla ‘normalità’ della guerra. Oggi, primo giorno del fine settimana islamico (giovedì e venerdì) migliaia di automobili hanno intasato la strada che porta verso le località montane di Barada e Rabweh. Poco prima bambini ordinati erano usciti dalle scuole del centro, mentre i mezzi della nettezza urbana lavavano le strade. Il tutto, però, al rumore dei razzi che ogni tanto, in raffiche di tre o quattro, vengono lanciati dalle posizioni governative sul Monte Qassiun, che sovrasta a nord-ovest la città, in direzione dei sobborghi ribelli. In particolare su quello di Muaddimiya, assediato da un anno dalle forze governative e dove diverse persone, secondo attivisti dell’opposizione, sono morte per fame. Il traffico era ingolfato anche in mattinata sui 45 chilometri dal confine libanese alla capitale a causa dei sette posti di blocco gestiti da forze armate e apparati vari della sicurezza. Mentre in città si vedono circolare volontari armati, alcuni anche anziani, dei comitati di autodifesa di quartiere.

 

 

 

Ultima ora

20:38Migranti: Avramopoulos a Amnesty, non siamo complici

(ANSA) - STRASBURGO, 12 DIC - La maggior parte delle raccomandazioni di Amnesty International "fa già parte delle nostre azioni": è quanto afferma, interpellato dall'ANSA, il commissario europeo alle migrazioni Dimitris Avramopoulos. "Siamo consapevoli delle condizioni disumane e terribili che alcuni affrontano - sostiene - ma non siamo complici". "La situazione in Libia - ha aggiunto Avramopoulos - non è cattiva a causa dell'Unione europea, anzi è leggermente migliore grazie all'Unione europea. E abbiamo ancora molto lavoro da fare per renderlo ancora migliore. L'Unione europea, le sue istituzioni e i suoi Stati membri stanno lavorando per salvare vite umane: puro e semplice. Lo facciamo impedendo alle persone di annegare nel Mediterraneo, evacuandole dalle condizioni disastrose in Libia e offrendo loro percorsi sicuri e legali per venire in Europa".

20:35New York: Trump, stop alla lotteria dei visti

(ANSA) - WASHINGTON, 12 DIC - All'indomani dell'attacco terroristico a Ny, Donald Trump torna a chiedere una riforma delle leggi sull'immigrazione, abolendo sia il sistema della lotteria dei visti sia quello della catena migratoria fondata sui legami di parentela, con i quali sono arrivati in Usa gli autori degli ultimi due attacchi.

20:19Da Parigi 12 progetti per il clima

(ANSA) - PARIGI, 12 DIC - L'ufficio del presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato 12 progetti da centinaia di milioni di dollari per combattere il cambiamento climatico, che sono stati presentati al vertice sul clima "One Planet Summit" a Parigi. Tra questi, un programma per lo sviluppo di auto elettriche in otto stati americani, un fondo di investimento per i paesi caraibici colpiti dagli uragani e finanziamenti per fondazione di Bill Gates che sostiene gli agricoltori.

20:10Honduras: Hrw, forti indizi di frode alle presidenziali

(ANSA) - TEGUCIGALPA, 12 DIC - Esistono "forti indizi di frode" nelle elezioni presidenziali in Honduras dello scorso 26 novembre. "Vanno accertati per rispettare la volontà degli elettori": a dirlo è stato José Miguel Vivanco, responsabile per l'America Latina di Human Rights Watch (Hrw). In un comunicato, Hrw sottolinea che "diversi osservatori internazionali hanno informato di irregolarità nel processo elettorale, che hanno sollevato seri dubbi sulla legittimità delle elezioni". "Dopo che sono emersi questi dati sulla manipolazione dei risultati elettorali, sono iniziate le proteste, e le autorità hanno decretato lo stato di emergenza", prosegue la nota. Il Tribunale Supremo Elettorale (Tse) dell'Honduras non ha ancora proclamato il nuovo presidente del paese centroamericano, ma gli ultimi dati diffusi danno per vincitore il presidente uscente, Juan Orlando Hernandez, mentre lo sfidante dell'opposizione, Salvador Nasralla, ha detto di non riconoscere lo scrutinio ufficiale e di considerarsi eletto.

20:01Il Crocifisso affisso in Consiglio comunale a Genova

(ANSA) - GENOVA, 12 DIC - Per la prima volta il crocifisso è entrato ufficialmente nell'aula del Consiglio comunale di Genova a fianco del gonfalone del Comune, delle bandiere dell'Unione Europea, dell'Italia, della città di Genova e dell'Associazione nazionale Comuni italiani. E' stato affisso alle spalle dei banchi della Giunta nella prima seduta utile convocata oggi pomeriggio a Palazzo Tursi dopo che l'assemblea martedì scorso ha approvato una mozione presentata da Lega Nord, prima firmataria, FdI, Vince Genova e Direzione Italia, per l'introduzione del crocifisso nella sala consiliare.

19:58Si apre voragine durante lavori in casa, cadono due operai

(ANSA) - NAPOLI, 12 DIC - Stavano effettuando dei lavori di manutenzione nel piano interrato di una casa quando si è aperta una voragine, di circa 6-7 metri, e due operai sono precipitati dentro. E' accaduto poco a fa a Napoli, in via Villari. Secondo i Vigili del Fuoco i due operai parlano e le loro condizioni non sembrerebbero gravi. In atto le operazioni di recupero; la voragine si è creata sotto uno sgabuzzino. Sul posto anche la Polizia municipale di Napoli.

19:56Calcio: Mondiale club, Zidane “non sarà facile ripetersi”

(ANSA) - ROMA, 12 DIC - "Questo Mondiale per club non è paragonabile all'anno scorso: c'è minore differenza di fuso orario. E poi, ci siamo allenati solo per due giorni, ma siamo ugualmente concentrati sulla partita di domani. Abbiamo studiato gli avversari, ma la cosa più importante è l'atteggiamento in campo". Così Zinedine Zidane, alla vigilia della semifinale del Mondiale per club che domani opporrà il 'suo' Real Madrid ai padroni di casa dell'Al-Jazira Abu Dhabi. Zidane ha dei dubbi di formazione, perché Bale e Varane non sono al top, Kroos e Modric influenzati. Nel Mondiale per club è previsto l'uso della Var che, per Zidane, "non cambierà nulla", nell'attesa che sbarchi nella Liga. "E' normale - dice il francese - che la tecnologia entri a far parte del calcio, è fatta per migliorare le cose". Il Real si presenta da campione del mondo in carica e, anche quest'anno, farà "il massimo per vincere, anche se non sarà facile", fa notare Zidane. "Intanto, però, si deve conquistare la finale", le parole del tecnico.

Archivio Ultima ora