Auto: ripresa del mercato ancora lontana

Pubblicato il 31 ottobre 2013 da redazione

ROMA. – Doccia fredda per chi sperava in un risveglio a breve del mercato dell’auto in Europa ed in particolare in Italia. Secondo uno studio della società francese di ricerche Coram riportato dal sito Autoactu.com, mentre i principali mercati mondiali dell’automobile cresceranno sensibilmente nei prossimi dieci anni, quello europeo si presenterà all’appuntamento con il 2023 con vendite di auto improntate alla stabilità. Ad eccezione del mercato tedesco e di quello della Gran Bretagna che aumenteranno ritrovando i livelli ante-crisi. Tra dieci anni, invece, Italia e Spagna raggiungeranno (tra auto e veicoli commerciali) rispettivamente 1,5 milioni e 800mila unità, e resteranno cioè a livelli inferiori della metà a quelli raggiunti nell’anno record 2007. L’unica consolazione arriva dai veicoli ‘verdi’. Con la crisi, sottolinea il ‘IV Osservatorio dell’Auto Elettrica’ di Deloitte, negli italiani aumenta il desiderio di mobilità alternativa. E infatti, a fronte di un crollo delle immatricolazioni (-8,4% rispetto ai primi 9 mesi del 2012) volano le vendite di veicoli ‘verdi’, con un boom delle auto ibride che in Italia sono cresciute del 141% rispetto allo stesso periodo del 2012. Bene anche i veicoli elettrici(+64%). ”In Italia però l’auto elettrica – precisa il presidente del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano – continua ad occupare un posto di nicchia. Basti pensare che da gennaio a settembre le immatricolazioni di auto elettriche in Italia sono state solo 588, su un mercato complessivo di 1.005.126 unità, con una quota di mercato di appena lo 0,06%”. E Quagliano vuole aggiustare il tiro anche in merito ai dati riportati dalla società francese di ricerche Coram. ”La domanda di sostituzione, per un parco circolante che in Italia è di 36 milioni di vetture, anche ipotizzando un periodo molto lungo di 18 anni di vita media delle auto, supera i 2 milioni di vetture all’anno”, precisa il presidente del Centro Studi Promotor. Dati che, secondo Quagliano, rendono ”non corrispondenti al vero” e ”fuorvianti” notizie come quelle diffuse da Coram di un mercato di appena 1,5 milioni nel 2023. ”Al momento, la domanda di sostituzione è compressa, ma non potrà restarlo a lungo. Pena: la paralisi della mobilità in Italia che, data la disastrosa situazione del trasporto pubblico, resta in grande misura affidata agli autoveicoli privati”. E che la ripresa in Italia non sia così lontana lo pensa anche Phlippe Bismut, amministratore delegato della società di noleggio a lungo termine Arval secondo cui il nostro Paese “non rappresenta un’area critica ma un importante mercato, in cui la penetrazione nello small business è cresciuta dal 5% al 10% in tre anni”.

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