Baseball. Trionfo Red Sox, orgoglio Boston dopo le bombe

Pubblicato il 31 ottobre 2013 da redazione

WASHINGTON – ‘Bstrong’, Boston è forte. Come all’indomani delle bombe alla maratona dello scorso 15 aprile, è questa la parola d’ordine di una città piena d’orgoglio, in festa sino all’alba per il trionfo dei suoi amatissimi Red Sox, la squadra di baseball che, battendo 6 a 1 i St Louis Cardinals, ha conquistato l’ottavo titolo della sua travagliatissima storia, il terzo negli ultimi 10 anni.

Nell’elegante capitale del New England c’è una nuova generazione di tifosi ormai abituata a vincere. Ma in passato non è stato sempre cosi. Come ricordano i tanti che su twitter stanno dedicando la vittoria ai loro cari che non ci sono più. Basti pensare che prima del 2004, i Red Sox hanno dovuto aspettare ben 86 prima di vincere le World Series, sempre battuti dagli eterni rivali, gli Yankees di New York. I tifosi diedero la colpa per quella lunghissima astinenza alla celebre ‘maledizione del Bambino’, com’era chiamato ‘Babe Ruth’, il giocatore venduto nel 1918 agli Yankees, un sorta di superstizione che avrebbe impedito a Boston di rivincere le World Series. Un incantesimo spezzato solo nel 2004.

Ma stavolta questo trionfo ha un gusto tutto speciale che va oltre lo sport: non solo era dal 1918 che i ‘calzini rossi’ non festeggiavano la conquista di un titolo nel loro tempio, il celebre stadio del Fenway Park, che l’anno scorso ha compiuto 101 anni. Ma tutta la città, dopo il trauma delle esplosioni della scorsa primavera e la successiva drammatica caccia all’uomo, è tornata in strada a celebrare, assieme alla amatissima squadra di baseball, un fortissimo senso di orgoglio tutto ‘bostoniano’, il senso d’appartenenza a una città leader nel capo della politica, della ricerca, della qualità della vita, unita e forte come non mai.

A ricordare le vittime della maratona, sin da quel maledetto 15 aprile, allo stadio del baseball c’è una placca con su scritto appunto ‘Bstrong’. La formula della ‘rinascita’. E, a caldo, alzando la coppa al cielo, l’uomo simbolo del trionfo, “Big Papi” David Ortiz, ha urlato al cielo parole molto emozionanti: “Questa vittoria è dedicata ai tifosi, ve la meritate. Per quello che é successo a questa città, volevamo fare qualcosa di speciale e fare tutti felici e orgogliosi. Quando vinci qua é qualcosa di diverso”.

E’ qui che ci sono i tifosi più tifosi d’America, una passione che cresce sin da piccoli e coinvolge ogni ‘bostonian’. Un tifo particolare riconosciuto da tutti, negli States, anche dagli acerrimi nemici, gli Yankees della Grande Mela.

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