Sisma L’Aquila: L’Italia risarcisca l’Ue, no da Bruxelles

L’AQUILA. – In un dossier tre anni di indagine sul post-terremoto dell’Aquila e sull’uso dei fondi Ue. Lo ha redatto l’eurodeputato di Sinistra Unitaria Soren Sondergaard, membro della Commissione di controllo bilanci del Parlamento Europeo. Nel report – come riferito sul quotidiano ‘La Repubblica’ che ha pubblicato i contenuti del documento – si palesa il rischio di richiesta di un risarcimento milionario nei confronti dell’Italia dall’Unione Europea. E scattano le polemiche. Su tutte, da registrare la critica arrivata direttamente dalla Commissione Europea che prende le distanze dal progetto di relazione di Sondergaard – lanciato dall’eurodeputato in questi giorni all’Aquila – definendolo “confuso”. Bruxelles respinge le insinuazioni su mancati controlli e giudica “infondate” le critiche sul possibile uso futuro della abitazioni del progetto ‘CASE’. Sondergaard punta l’attenzione sul reddito che i 4.500 alloggi costruiti per gli sfollati del sisma 2009 potrebbero generare se affittati. In questo caso, secondo l’eurodeputato, si trarrebbe profitto dalle risorse provenienti dal Fondo di solidarietà Ue e l’Italia potrebbe trovarsi a doverne restituire una parte, 350 milioni di euro sui circa 500 elargiti. Un punto sul quale la Commissione Europea è lapidaria: ”Anche se il progetto edilizio ‘CASE’ dovesse in futuro generare delle entrate – si legge nella posizione espressa in serata – ciò sarebbe di gran lunga compensato dagli ingentissimi oneri finanziari complessivi che gravano sulle autorità italiane a causa del terremoto”. La Commissione precisa che il regolamento sul Fondo europeo di solidarietà ”non contiene disposizioni che escludano tale possibilità”, quella cioè di un futuro uso a fini di profitto di tali abitazioni. Giovedì 7 novembre prossimo le conclusioni della relazione parlamentare sul rapporto della Corte dei Conti europea sul terremoto dell’Aquila saranno dibattute dalla Commissione bilanci (Cont) a Bruxelles. Sondergaard nel dossier parla di ”soldi spesi male”, di un centro storico ”fantasma”, di una ricostruzione ”incredibilmente tardiva” e di un costo aggiuntivo per ogni appartamento del ”158% in più del valore di mercato” e del ”42% degli edifici è stato realizzato con i soldi dei contribuenti europei (e non con quelli del Governo italiano, come ha sempre sostenuto l’ex premier Silvio Berlusconi)”. Sul fronte politico interno, la senatrice abruzzese del Pd, Stefania Pezzopane chiede che il Governo italiano ”riferisca immediatamente in Parlamento” mentre il deputato abruzzese di Sel, Gianni Melilla, vuole ”l’istituzione di una commissione di inchiesta sull’uso del denaro dei contribuenti italiani e europei”. Sul dossier interviene il procuratore della Repubblica dell’Aquila, Fausto Cardella, anche procuratore distrettuale antimafia, secondo il quale “da una prima lettura non ci sono spunti nuovi, almeno per quanto di competenza della Procura, si parla di passato, anche se l’atteggiamento di vigilanza e attenzione contro le infiltrazioni mafiose nell’Aquilano è sempre massimo”.

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