Saccomanni alla City, investire in Italia non è rischio

LONDRA.- Prende di petto la City a Londra il ministro dell’Economia Fabrizo Saccomanni, e rassicura: investire in Italia non è un rischio. E parte dalle banche italiane, per le quali garantisce la buona salute e spiega, ”ci siamo presi grande cura delle nostre banche” e ”finora non sono stati spesi soldi pubblici per sostenerle, nonostante la crisi”. E’ solo uno dei passaggi, raccolto dal Financial Times, che hanno segnato questa prima intensa giornata della due giorni londinese con cui il titolare del Tesoro inaugura un ‘intervento internazionale’ che a dicembre arriverà anche a New York, e con l’intenzione precisa di spiegare, illustrare, dare indicazioni concrete a ‘correggere’ quell’immagine del Paese che ancora suscita perplessità. Così, dopo il primo appuntamento istituzionale, un incontro a Downing Street con il cancelliere dello Scacchiere George Osborne per parlare soprattutto d’Europa anche in vista della preparazione per il semestre di presidenza Italiana ”per capire cosa ci si aspetta anche riguardo al referendum e sul tema delle riforme dei trattati”, il battage è passato attraverso un fitto programma di impegni tra contatti con organizzazioni finanziarie, investitori, ma anche opinione leader ed analisti, e poi ha incontrato studenti e comunità accademica alla London School of Economics con un intervento dedicato al futuro dell’Europa e dell’unione monetaria. Senza tralasciare i media cui ha affidato il suo messaggio. A partire dalla garanzia che “l’Italia sta uscendo dalla recessione”, ha detto alla Bbc. ”Anche se l’Italia ha attraversato una crisi profonda, appesantita da una fase prolungata di instabilità politica, -ha detto- l’economia sta uscendo dalla recessione anche per le misure che abbiamo preso”. E “migliorando” anche per quanto riguarda la facilità di fare impresa, ha continuato, arrivando a parlare anche di privatizzazioni, che “dovrebbero essere portate avanti nei prossimi due anni”. Lo ha ripetuto al Financial Times: “Stiamo allargando lo spettro degli interventi nella pubblica amministrazione, nella giustizia e creare un ambiente migliore per fare impresa”. L’esecutivo Letta, ha continuato, sta ”seguendo nella direzione del precedente governo Monti”, che aveva varato ”un numero di misure”, anche se ”le riforme sono sempre difficili da attuare”. Non si può non parlare di Euro a Londra, piazza finanziaria globale che alla moneta unica guarda con attenzione. E allora Saccomanni riconosce che è forte, troppo forte, tanto che potrebbe danneggiare la ripresa: ”La valuta più forte al mondo” e ora i ”mercati vorranno vedere un intervento, probabilmente prima della fine dell’anno”. Gli interventi verbali del presidente Draghi – aggiunge – ”non sembrano funzionare come si sperava”. Oggi ancora London Stock Exchange e Bank of England, il ministro vedrà il governatore della banca d’Inghilterra, il canadese Mark Carney che è anche presidente del Financial Stability Board. Nelle stesse ore in cui torna il Btp Italia, alla sua quarta emissione.

(Anna Lisa Rapanà/ANSA)