Ministro Mauro, i militari lavorano per evitare la guerra

Pubblicato il 04 novembre 2013 da redazione

ROMA. – E’ stato celebrato ieri mattina nel Salone dei Corazzieri del Palazzo del Quirinale il Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate con la consegna delle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia conferite nell’anno 2013. Nel corso della cerimonia ha preso la parola il ministro della Difesa, Mario Mauro, Cancelliere dell’OMI. E’ quindi intervenuto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha poi consegnato le decorazioni agli insigniti. Il Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate era stato aperto dal Capo dello Stato con la deposizione di una corona alla lapide che al Quirinale ricorda i caduti e sulla tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria.

“Due secoli fa i militari erano considerati il ‘mezzo’ per ‘fare la guerra’. Oggi sono le ‘persone’ che lavorano per evitarla, per interporsi tra coloro che invece vogliono farla”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, nel suo intervento al Quirinale durante la cerimonia di consegna delle decorazioni dell’Ordine militare d’Italia. “Senza citare specifici nomi – ha sottolineato il ministro – tra le motivazioni delle ricompense che si concedono oggi, si ritrovano passaggi come ‘consentiva di migliorare sensibilmente le condizioni di sicurezza e di alleviare le sofferenze del martoriato popolo afgano’, oppure ‘ha contribuito in modo decisivo alla protezione dagli attacchi condotti dai pirati, al largo delle coste somale’. Ecco, oggi i militari italiani, ‘adempiono con disciplina ed onore tutti i doveri del loro stato’ (come recita il loro Giuramento) per impedire che la violenza sia utilizzata come mezzo di risoluzione delle controversie. Mettendo a rischio la loro vita e lasciando le proprie famiglie per lunghi cicli operativi” all’estero. Rivolgendosi poi al capo dello Stato, Giorgio Napolitano  ha aggiunto: “Credo di non dire niente di nuovo affermando che, se in questi anni il sentimento di Unità nazionale è stato promosso e difeso, molto si deve a lei, alla sua guida e al suo esempio così come mi appare evidente che gli attacchi strumentali al suo ruolo siano espressione di una volontà di privare il paese della imprescindibile consapevolezza, in questo momento storico, di principi forti e provvidenziali di coesione nazionale”.

Non disperdere il lavoro fatto dalle generazioni passate: è questo il senso del 4 Novembre per il presidente del Senato, Pietro Grasso, che ha partecipato – accompagnato dal Capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale Claudio Graziano – alla cerimonia per la festa l’Unità d’Italia e delle Forze armate al “Sacrario dei Centomila” di Redipuglia alla presenza del sottosegretario agli Affari regionali, Walter Ferrazza. Grasso ha detto di essere rimasto colpito dalla monumentalità del sacrario e dalla cerimonia, ma soprattutto dalle parole di Paola Del Din Carnielli, medaglia d’oro al Valor militare, che ha invitato la classe politica a non disperdere e distruggere quanto fatto dalle generazioni precedenti. “Una frase – ha commentato Grasso scendendo la Via Sacra – che dobbiamo tutti tenere presente soprattutto in questo giorno nel quale si celebra l’Unità del paese”.

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