200 volte Verdi, grande festa in suo onore al Teresa Carreño

CARACAS – Il palco della sala “Ríos Reyna” del Teatro Teresa Carreño è stato lo spazio in cui musicisti, cantanti lirici ed attori si sono riuniti per rendere omaggio al compositore italiano Giuseppe Verdi.

Organizzato dall’Ambasciata d’Italia, l’Istituto Italiano di Cultura di Caracas, Piazza-Oscher Producciones ed il Teatro Teresa Carreño con la collaborazione dell’Alcaldía di Caracas, il concerto in commemorazione del Bicentenario di Verdi ha riunito il virtuosismo dell’Orchestra Sinfonica Municipale, diretta dal maestro Rodolfo Sanglimbeni, ed il Coro d’Opera del Teatro Teresa Carreño con la partecipazione dei cantanti lirici Betzabeth Talavera, Giovanna Sportelli, Katiuska Rodríguez, David Hidalgo e Franklin De Lima.

Al centro dell’omaggio, la straordinaria performance del celebre attore Luigi Sciamanna, nel ruolo del protagonista, e della cantante Isabel Palacios nelle vesti di Giuseppina Strepponi, l’amata sposa del compositore. Il loro incredibile talento ci ha regalato un bellissimo viaggio attraverso la vita e le opere del Maestro. La trama ha volteggiato attorno ad un “invito” fatto dal Conservatorio di Milano, nel quale si sarebbe realizzato un concerto per rendergli omaggio in vita. In questo modo, abbiamo potuto conoscere l’uomo ostinato, perfezionista, testardo, ma allo stesso tempo appassionato ed affettuoso. Una Menzione speciale per i magnifici costumi tradizionali dell’epoca del Risorgimento italiano. Le scene sono state organizzate cronologicamente e tra l’una e l’altra l’orchestra ha interpretato un’aria operistica, lasciandosi accompagnare dal coro o dai solisti.

Il repertorio è iniziato con uno dei colossi più noti del Va’, pensiero, parte del Nabucco (1842). In seguito, Betzabeth Talavera ha incantato la platea con l’aria Ernani involami. Patria Oppressa, dell’opera Macbeth (1847), è stato tra i cori più acclamati dal pubblico.

Immancabili le arie Caro nome e La donna è mobile di Rigoletto interpretate da Giovanna Sportelli e David Hidalgo; il coro degli zingari Chi del gitano i giorni abbella e Soli or siamo…condotta ella era in ceppi, estratto da Il Trovatore con la partecipazione della mezzosoprano Katiuska Rodríguez che ha altresì interpretato l’aria O don fatale dell’opera Don Carlo.
Il baritono Franklin De Lima, formatosi sotto la guida del maestro Elio Malfatti, ha lodato il lavoro del compositore italiano interpretando in maniera magistrale la scena del Marchese di Posa “Per me giunto… O Carlo ascolta”.

Una serata incantevole, conclusasi con la Marcia Trionfale dell’opera Aida (1871), che ha messo in evidenza la contagiosa vitalità della musica di Giuseppe Verdi, capace di evocare le virtù, ma anche i vizi della nostra società. La tragedia e la gioia di essere vivi.

Verdi, uomo sensibile e tenace, ha scosso le anime di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di essere presenti.

Arianna Pagano

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