Creative Europe, più cultura contro crisi e nazionalismi

MARSIGLIA. – Il settore culturale in Europa ha sofferto meno degli altri negli ultimi sette anni. Quantomeno nei paesi del Nord Europa, nonostante la crisi, la gente non ha cambiato le proprie abitudini. Ha continuato ad andare al cinema, al teatro, ai concerti. Partendo da questo presupposto, la Commissione europea conta di ottenere un apporto sempre maggiore dalla cultura per l’integrazione e lo sviluppo economico dell’Unione. A partire dall’anno prossimo, a sostegno del settore, sarà attivo il programma Creative Europe, presentato a Marsiglia, capitale europea della cultura, ai giornalisti di 33 paesi europei, dal commissario Ue alla Cultura, Educazione e Multilinguismo, Androulla Vassiliou. “La cultura – ha spiegato – cresce più di altri importanti comparti economici, come ad esempio quello automobilistico, ma i governi, soprattutto quelli dei paesi più colpiti dalla crisi, continuano a investire poco, considerano la cultura secondaria, ma non vedono i dati”. Le stime dicono che l’industria culturale genera il 4,5% del Pil europeo e dà lavoro al 3,8% della popolazione occupata con circa 8,5 milioni di posti di lavoro. ”Dalla cultura può partire una risposta importante alla crisi – ha aggiunto il commissario Ue -. Abbiamo condotto ricerche di mercato per dare ai governi la prova di quello che sosteniamo. La promozione degli scambi culturali è anche un mezzo importante per combattere lo scetticismo nei confronti dell’Unione europea”. Il programma Creative Europe, aperto anche ad alcuni paesi non membri, prevede lo stanziamento di 1,46 miliardi per il periodo 2014-2020, fondi che a differenza di quelli strutturali dell’Ue non saranno ripartiti tra gli stati membri, ma finanzieranno i migliori progetti a livello complessivo. “Il budget complessivo dell’Unione per i prossimi sette anni è diminuito per la prima volta – ha proseguito Vassiliou -, ma gli stanziamenti per educazione e cultura sono gli unici a crescere. Avevamo chiesto uno sforzo maggiore, ma siamo comunque soddisfatti”. Creative Europe ha riunito i precedenti progetti di finanziamento del settore culturale e dei media con un incremento degli stanziamenti del 9%. ”Abbiamo voluto riportare tutto sotto un unico progetto – ha spiegato – per favorire le sinergie e la semplificazione delle procedure”. L’iter per l’approvazione è quasi terminato. L’accordo tra gli stati membri è stato raggiunto lo scorso luglio e dovrebbe essere formalizzato il 19 novembre con il voto del Parlamento europeo e il successivo via libera del Consiglio europeo. Il 31% delle risorse sarà destinato alla cultura, il 56% all’audiovisivo ed il restante 13% ad iniziative correlate. Tra queste, a partire dal 2016, un fondo per garantire i prestiti concessi dalle banche agli operatori culturali che favorirà l’accesso a 750 milioni di euro da parte di piccole e medie imprese. “Attualmente – ha aggiunto il commissario Ue – c’è un muro tra gli istituti di credito e il mondo dell’arte, c’è una sorta di diffidenza reciproca. Contiamo di abbattere questo muro creando un circolo virtuoso”. I finanziamenti, oltre al progetto capitale europea della Cultura e a cinque premi europei, riguardano il cinema: si stima che 800 film europei saranno diffusi nel continente e 2.000 sale cinematografiche saranno messe in condizione di programmare un’offerta con almeno il 50% di film europei. Oltre 250mila tra artisti e operatori culturali potranno contare sulla distribuzione al di fuori del proprio paese delle proprie creazioni. A beneficiare anche l’editoria: verranno tradotte più di 4.500 opere letterarie.

(Michele Cassano/ANSA)

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