Grasso, la democrazia vuole un giornalismo responsabile

ROMA. – ”Informazione, velocità, attendibilità”. E’ ai tre capisaldi del giornalismo che l’agenzia di stampa Dire ha dedicato la festa-convegno per i suoi primi 25 anni, invitando i protagonisti del mondo politico-istituzionale e dei media a fare il punto della situazione delle agenzie di stampa e dell’editoria, tra crisi economica, nuove tecnologie e concorrenza del web. ”La democrazia richiede un giornalismo responsabile – esordisce il presidente del Senato Pietro Grasso -. I cittadini hanno diritto non solo di essere informati ma di essere informati correttamente”. Il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, pone l’accento su ”credibilità e attendibilità”, prerogative imprescindibili per il servizio pubblico. Invita invece a considerare il web ”un’opportunità e non un problema” il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, pur senza nascondere il ”problema di credibilità delle fonti”, mentre ne invoca una regolamentazione il direttore degli Affari istituzionali Mediaset, Gina Nieri. Una buona notizia arriva dal sottosegretario all’editoria Giovanni Legnini. ”I contratti tra la Presidenza del Consiglio e le agenzie di stampa si rinnoveranno – annuncia – ma con alcuni cambiamenti” nelle regole e nel numero: ”Undici agenzie sono troppe, va favorita l’aggregazione”. ”Non è immaginando un accorpamento fra agenzie o giornali che migliorerà la qualità democratica del nostro pluralismo”. Intanto invocano un’atteggiamento compatto contro la crisi e al passo con la rivoluzione tecnologica il presidente della Federazione degli editori Giulio Anselmi e il segretario della Federazione Nazionale della Stampa Franco Siddi. ”Dobbiamo essere presenti su tutte le piattaforme con la multimedialità – sottolinea Anselmi – e in questo i giornalisti devono imparare la via dell’umiltà. Dobbiamo essere indipendenti da partiti, governi e pressioni economiche”. Serve ”un rigore esemplare” da parte di giornalisti ed editori, gli fa eco Siddi, che però avverte: ”Non è immaginando un accorpamento fra agenzie o giornali che migliorerà la qualità democratica del nostro pluralismo”. Poi gli auguri di tutti all’agenzia Dire per il compleanno importante. ”Arrivare a 25 anni – racconta all’ANSA il direttore di Dire Nicola Perrone – è una lotta dura ogni giorno, soprattutto per un’agenzia nata con 10 giornalisti e un praticante, il sottoscritto. In questo tempo, è cambiato il modo di informare, soprattutto sul versante delle velocità, con maggiore responsabilità per i giornalisti. Ma se oggi siamo 5 volte più grandi, significa che abbiamo fatto un buon lavoro”. Fondata nel 1988 da Antonio Tatò e cresciuta fino a contare due sedi, Roma e Bologna, cinque notiziari quotidiani (Politico-parlamentare, Welfare-DiReS, Ambiente, Regionale Emilia-Romagna, Regionale Lazio) per una media giornaliera di circa 1.000 notizie pubblicate, oggi Dire punta innanzitutto sulla multimedialità. ”Abbiamo cercato – racconta l’editore Federico Bianchi Di Castelbianco – di dare spazio anche alle notizie che non fanno notizia, come il volontariato”. Tra gli obiettivi, soprattutto i ragazzi ”con il portale Diregiovani.it – conclude Perrone – che non è scritto per loro dagli adulti, ma è uno spazio dove i ragazzi stessi intervengono e pongono domande”.

(Daniela Giammusso/ANSA)

 

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