Serie A. Tevez contro Higuain, Juve-Napoli all’argentina

ROMA – La Roma è avanti, ma Juve e Napoli sperano che non duri e quindi il confronto diretto di domenica a Torino profuma sempre di scudetto, come negli ultimi anni. E a dare sostanza alle ambizioni di Juve e Napoli ci sono anche i fiori all’occhiello argentini della campagna-acquisti.

L’Apache contro El Pipita, Carlitos Tevez contro Gonzalo Higuain, l’inglese del Boca Juniors contro il franco-spagnolo del River Plate. Sono loro a lanciare le ambizioni europee delle due squadre, in piena corsa per il passaggio agli ottavi mentre in campionato sono a tre lunghezze dalla sorprendente Roma di Garcia.

Tevez precede il connazionale 6-5 tra i goleador del torneo ma il partenopeo ha segnato ieri una doppietta basilare per il futuro Champions.

L’Argentina non è terra di nessuno nella pluriennale sfida nord-sud. Sivori (nella sua lunga milizia bianconera e nella felice appendice partenopea) e Diego Armando Maradona (nella sua luna di miele pluriscudettata) sono solo le ciliegine sulla torta.

La Juve albiceleste può contare su 19 militanti ma gli assi che non si dimenticato sono Renato ‘zona’ Cesarini e i campioni del mondo Orsi, Monti e Camoranesi. Il Napoli schiera una robusta nazionale che comprende Pesaola, Tacchi e Lavezzi. Ma le sfide in chiave argentina sono solo una parte della tante storie di Juve-Napoli, duello a volte al veleno come l’1 dicembre 1968 con la rissa Panzanato-Salvadore dopo la cacciata di Sivori malmenato da Favalli e l’addio all’Italia del Cabezon. O, più recentemente, le polemiche dopo il 4-2 per la Juve nella Supercoppa 2012 col Napoli assente nella premiazione a Pechino. Se le perle di Juve-Napoli sono le magie di Maradona e Platini, non si dimenticano le imprese di Vinicio, Altafini, Sivori, Baggio, Zidane, Cavani.

Il flash più celebre riguarda ‘core ‘ngrato’ Altafini, che a 34 anni entrò alla fine il 6 aprile 1975 e fissò il 2-1 regalando per due punti lo scudetto alla Juve. C’è voluto il Napoli di Maradona per confezionare la vendetta nel 1987 con sigillo tricolore dell’umile Romano. Andando a zonzo nei decenni rimangono scolpite alcune immagini: un incubo per il Napoli che nell’anno della fondazione subisce dalla Juve un 8-0 nel 1927 con una tripletta di Antonio Vojak, che poi diventa l’idolo di Napoli segnando 102 gol.

La sfida prende quota quando si prende la scena Sivori: tris in un 4-2 del 1960 e in un 4-0 al San Paolo l’anno del Pallone d’oro. Poi arrivano Maradona e Platini ed è sempre festa: Roi Michel segna due volte nel 1984; Diego risponde con una magia su punizione a scendere che fissa l’1-0 nel 1985. Ma spettacolo ed emozioni non finiscono: doppio Baggio nel 3-1 del 1992.

Ecco Zidane che, come Platini, confeziona un pari nel 1996 e una vittoria esterna per il 2-1 nel 1997. Dal purgatorio della B per entrambe tornano presto protagoniste. Canta Napoli per tre successi di fila dal 2009: 3-2 a Torino con rimonta e doppietta di Hamsik, 3-1 al San Paolo decisivo Quagliarella, 3-0 con tris di Cavani. E poi ogni incontro è show fino al 4-2 in Supercoppa.

L’anno scorso tanto equilibrio ma Conte conquista lo scudetto bis. Domenica nuovo capitolo. Chi si ferma è perduto, perchè la Roma rischia di allontanarsi di nuovo.