Juve schianta il Napoli 3-0. Doppio Rossi e Fiorentina va

Pubblicato il 10 novembre 2013 da redazione

TORINO. – Ora la Roma lo sa: è la Juventus la squadra da battere nella corsa scudetto. A Torino la supersfida tra le seconde del campionato è finita tra i canti bianconeri (“Oi Juve, oi vita mia..”), mentre il Napoli rientra a casa ridimensionato nelle sue ambizioni tricolori: 3-0, nel segno di Llorente, Pirlo e Pogba. Se fuori dal campo Juventus-Napoli era cominciata con una guerra di parole tra i due tecnici, in campo ci hanno pensato i giocatori a tradurla in battaglia vera. Botte da orbi, nel senso più pienamente sportivo del termine, e calcio in tutto e per tutto degno dell’Europa da parte di due squadre che fanno ben figurare l’Italia in Champions. Come aveva previsto Benitez alla vigilia, alla fine l’ha spuntata la Juventus. Per tre motivi: perché il 3-5-2 messo in piedi da Conte ha dato prova di una solidità geometrica degna, appunto, dell’Europa; perché sul piano individuale giocatori come Tevez, Vidal, Pogba e Pirlo fanno la differenza; perché la Juve è passata in vantaggio dopo soli 2′, grazie a una deviazione sotto porta di Llorente (in fuorigioco, ma di centimetri). Questo ha consentito ai bianconeri di fare tutto un altro tipo di partita rispetto alle previsioni, mantenendo sì il baricentro offensivo ma concedendo qualcosa sul piano dell’intensità. Dal canto suo il Napoli è stato come tramortito dal gol a freddo. Benitez aveva previsto il 4-2-3-1 anti-Juve in chiave di ripartenza più che in chiave difensiva: Hamsik e Insigne alle spalle di Higuain avrebbero dovuto favorire contropiedi fulminanti. Ma il gol subito in apertura ha inevitabilmente cambiato l’impostazione tattica della gara. Il Napoli è stato gioco forza costretto a cercare di “fare” la partita, la Juventus ha avuto buon gioco ad abbassare i ritmi. Lo ha fatto anche troppo, dal punto di vista di Antonio Conte. Il tecnico si è letteralmente infuriato all’inizio del secondo tempo per una leggerezza difensiva di Asamoah, colpevole di un passaggio arretrato che per poco non favoriva l’intervento di Higuain. Tanto più che sull’azione successiva è scaturita una punizione di Insigne che ha costretto Buffon alla più bella parata della partita. Il Napoli ha preso coraggio, la Juventus lo ha perso. La partita è diventata tanto muscolare quanto nervosa. Sul piano individuale Benitez ha chiesto ai suoi di farsi molto più aggressivi sui portatori di palla, in particolare Pirlo, e la partita ha cambiato volto: botte da orbi, con conseguenti interventi arbitrali, ammonizioni, proteste. Da quel momento Juventus e Napoli hanno offerto ai 41 mila dello Juventus Stadium un’ultima mezz’ora di grande calcio. La squadra di Benitez è stata come costretto a “fare” la gara per cercare il pareggio, la Juventus ha arretrato il baricentro ma è sempre stata pronta a ripartire con gli scatti di Tevez e gli allunghi di Pogba. La partita si è fatta bellissima. Hamsik ha sfiorato il pareggio al 18′, colpendo da due passi dalla linea di porta l’esterno della rete. Ha replicato Vidal due minuti dopo, colpendo a sua volta l’esterno della rete solo davanti a Reina. Poi, al 29′, ci ha pensato Pirlo a ‘girare’ la partita in modo definitivo. Punizione dal limite, ‘sette’ pieno alla sinistra di Reina. E 6 minuti dopo (35′), altro capolavoro individuale bianconero, questa volta con Pogba, che dal limite ha colpito al volo un pallone in caduta verticale trovando il tiro perfetto: palo-gol sempre alla sinistra di Reina. Juventus-Napoli è finita lì. Non ha lasciato segno alcuno sula gara (ma in Antonio Conte sì) l’espulsione di Ogbonna al 39′ per doppia ammonizione. Alla fine lo Juventus Stadium cantava “Oi Juve, oi vita mia”. E anche i tifosi del Napoli applaudivano, dopo una intera serata di sfottò reciproci.

In serata la Fiorentina con una doppietta di Giuseppe Rossi, sempre più leader dei marcatori con 11 reti, torna al successo al Franchi (2-1) dopo il discusso ko con il Napoli e si porta al 5º posto. Contro una Sampdoria sempre più in fondo alla classifica e un allenatore ormai con le valigie la squadra viola legittima il successo con una prova spumeggiante per quasi 75′. Poi il sussulto d’orgoglio dei doriani, fino ad allora in balia degli avversari, ha riperto al 29′ della ripresa un match che sembrava chiuso: merito di Gabbiadini imbeccato da Eder che ha beffato Neto con una precisa rasoiata. La rete ha dato una scossa alla Samp che ha trovato quel furore che fino ad allora non aveva avuto, sfiorando il pari prima con Wszelek poi il neo entrato Pozzi. Per la Fiorentina, forse anche stanca per l’impegno di giovedì d’Europa League in Romania, tanti applausi per i suoi momenti di grande calcio ma ancora troppa poca concretezza: non è possibile dominare una partita e chiudere in affanno. Un campanello d’allarme che spingerà Montella a lavorare durante la sosta per trovare qualche correttivo in attesa del rientro ormai imminente di Mario Gomez. Il match si è messo in discesa per i viola dopochè i tifosi avevano accolto con un applauso l’ex Delio Rossi, per la prima volta al Franchi dalla rissa con Ljajic che nella primavera del 2012gli costò la panchina viola: la Fiorentina ci ha messo solo 17′ per trafiggere la tenera difesa della Samp in emergenza per le squalifiche di Gastaldello e Costa: al 10′ l’arbitro ha assegnato ai viola il rigore per una strattonata di Berardi ad Aquilani e Rossi dal dischetto non ha sbagliato. Sei minuti e la Fiorentina, facendo prevalere la sua superiorità tecnica e anche fisica (Montella ha cambiato la squadra per 5/11) ha raddoppiato ancora con Rossi rimasto a riposo in coppa: il suo gol, un sinistro a girare che si è infilato all’incrocio dei pali, è stata una magia che ha fatto spellare le mani ai tifosi viola e lasciato a bocca aperta Andrea Della Valle. Forte del doppio vantaggio la Fiorentina ha continuato a padroneggiare grazie alla classe di Cuadrado e Joaquin, alla regia di Aquilani e Borja Valero, avvicinandosi più volte in area doriana e concedendo solo briciole a una Samp in difficoltà. L’unico sussulto dei doriani è stato poco prima dell’intervallo con un tiro di Obiang che ha lambito il palo. Troppo poco. Anche nella ripresa la Fiorentina aveva in mano il match, ha sbagliato a non chiuderlo definitivamente concedendosi e concedendo troppo allo spettacolo. Così la Samp, quando ormai non ci sperava più ha trovato il gol (pur macchiato da un fallo sull’imprendibile Cuadrado non ravvisato dall’arbitro) che le ha permesso di riaprire una gara che pareva segnata. Si fosse svegliata prima forse non sarebbe finita così. Ma è vero anche se pure la Fiorentina avesse concretizzato meglio la sua gran mole di gioco sarebbe arrivata in porto con meno affanni.

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