La prima di Bergoglio al Colle senza i corazzieri a cavallo

ROMA.- Arriva papa Francesco al Quirinale e si vede. La forza innovatrice di Bergoglio investe il Quirinale che  – di comune accordo con la Santa sede – ha deciso di gestire la prima visita del nuovo papa predisponendo un cerimoniale decisamente più sobrio che in passato e introducendo alcune piccole novità. Niente di trascendentale, ovviamente. Solo “alcune variazioni sul tema” – spiegano al Quirinale – di un protocollo collaudato ed imponente che da decenni dirige le visite più importanti al Colle. Ma papa Francesco ha voluto che le quasi due ore che passerà al Quirinale si chiudessero con un programma meno formale e a lui più congeniale: un incontro con i giovani (figli dei dipendenti della presidenza della Repubblica), che si riuniranno a salutarlo nel salone dei Corazzieri. Il Quirinale aprirà poi anche un altro dei suoi gioielli più nascosti, la cappella dell’Annunziata dove Bergoglio sosterà alcuni minuti in raccoglimento. Si tratta della piccola cappella dedicata alla Vergine Annunziata che fu concepita nei primi anni del 600 come ‘cappella segreta’ da Paolo V Borghese e affrescata da Guido Reni. Non mancherà poi un passaggio nella più conosciuta cappella Paolina dove regolarmente si svolgono concerti di musica da camera. Ma la novità forse più vistosa è quella che precede l’arrivo del papa al palazzo che fu dei papi: niente corazzieri a cavallo questa volta. Il papa sarà scortato da piazza Venezia solo dai ‘motociclisti’ fino al cortile d’onore del Quirinale nonostante si tratti di una visita di stato. E’ la prima volta che accade: cinque anni fa, ad esempio, Benedetto XVI venne accolto da Napolitano da un drappello di corazzieri a cavallo in alta uniforme, che prelevarono il Pontefice a Piazza Venezia e lo accompagnarono per l’intero tragitto. Un cerimoniale di grande effetto ma che in tempi di austerity avrebbe forse infastidito i cittadini. Fin qui il programma e il colore: ma non mancheranno i contenuti nel primo incontro ufficiale tra papa Francesco e il presidente Napolitano. I discorsi si terranno nello splendido salone delle Feste e l’Italia sarà al centro degli interventi. Napolitano, in particolare, si soffermerà sulle relazioni tra Stato e Chiesa, e sul particolare momento storico che rende i rapporti reciproci scevri da condizionamenti che in passato hanno impedito una piena serenità di espressione. E poi, certo, si parlerà della crisi che affligge il vecchio Continente e l’Italia in particolare. Nonchè delle difficoltà politiche del nostro Paese e della necessità di recuperare forza morale per uscirne. Poi il cuore di questa attesa visita: il ‘tete a tete’ tra il papa e il presidente nello ‘studio alla vetrata’, lo studio privato del presidente. Un incontro che volerà alto saltando i formalismi, permettendo così a Bergoglio e Napolitano di approfondire la loro conoscenza personale. Un incontro ”impensabile” fino ad un anno fa quando il destino (o per alcuni la provvidenza) mise sul trono di Pietro papa Francesco, dopo le rivoluzionarie dimissioni di Benedetto XVI, e riportò al Quirinale per uno storico bis colui che in tanti ormai chiamano ‘re Giorgio’.

(Fabrizio Finzi/ANSA)

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