Obama cede e annuncia modifiche all’Obamacare

WASHINGTON. – Barack Obama cerca di uscire dall’angolo e davanti al disastroso avvio della sua ‘Obamacare’ annuncia modifiche. Una mossa drammatica, per certi versi umiliante, a cui il presidente è stato costretto per salvare il salvabile, in un momento in cui milioni di americani si sono trovati, da un giorno all’altro, senza alcuna assistenza sanitaria. Chi è rimasto senza copertura medica per non essere riuscito a iscriversi al sito della Obamacare – è la proposta di modifica lanciata in diretta tv dopo le gravissime disfunzioni del portale web – sarà autorizzato a mantenere ancora per un anno la sua vecchia polizza assicurativa. E non è detto che la ‘toppa’ sia risolutiva, visto che le aziende assicurative hanno già fatto sapere che a questo punto potrebbero salire i prezzi delle loro polizze. “Questa decisione – dice l’organizzazione delle compagnie assicurative – potrebbe destabilizzare il mercato e alzare il valore dei premi”. Pressato dalla destra, che è tornata a chiedere l’abolizione della riforma, ma anche dai parlamentari del suo partito, preoccupati dalla rabbia montante del loro elettorato, Obama vive forse il momento più difficile della sua presidenza. Teso in volto, durante una difficile conferenza stampa lunga quasi un’ora, ha annunciato una modifica che ha il sapore di una resa, di un’ammissione di impotenza. Pronunciando parole che sanciscono una sconfitta grave sul fronte interno, per un presidente che aveva scelto proprio questa riforma sanitaria come il ‘trofeo’, la conquista sociale della sua amministrazione, tanto da dargli perfino il suo nome. Settimane fa chiese scusa in tv, e da giorni la sua popolarità è ai minimi storici. Adesso, ha tentato di ritessere un filo di dialogo con la sua gente. Dopo aver annunciato la modifica, ha ribadito di essere consapevole delle difficoltà che il popolo americano sta vivendo: “Sono qui – ha detto contrito – per rispondere alla voce che arriva forte e chiara da chi non ha più copertura medica. Anch’io non sono contento e provo un senso di profonda frustrazione per quanto è accaduto. E assicuro che farò di tutto per risolvere i problemi e riconquistare la fiducia del popolo americano”. Poi, quasi a scusarsi, ha ammesso di non essere stato informato per tempo dei problemi del sito. Ma anche qui, è apparso un uomo solo, in preda alle bizze di una macchina organizzativa che sembra essere uscita completamente dal suo controllo. Ha tentato un piccolo scatto in avanti, difendendo la legge: “Sono convinto – ha attaccato – che quando risolveremo questi gravi problemi, sapremo dimostrare tutto il valore di questa riforma che è una buona legge”. Ma è stato l’unico momento di orgoglio. Più avanti, incalzato dalle domande, ha ammesso che i suoi colleghi democratici a Capitol Hill non hanno tutti i torti a lamentarsi: “Mi rendo conto – ha detto quasi a giustificarsi – che il nostro fallimento nell’ambito della Obamacare ha messo in crisi molti parlamentari democratici, in cerca di rielezione l’anno prossimo”. Ora la palla torna al Congresso. La Casa Bianca spinge per approvare le modifiche per via amministrativa. Ma i repubblicani non sono d’accordo e chiedono che tutta la questione passi sotto le forche caudine del Congresso. “Non credo – ha ammonito lo Speaker repubblicano John Boehner – che questo tipo di modifiche si possano fare solo al livello amministrativo”. Come dire: serve un voto. Parole dal significato evidente. Ormai è chiaro che la destra punta a riaprire il dibattito sull’intera legge per ottenere il suo obiettivo di sempre: approfittare del caos del sito web per ottenere la sua abrogazione completa, che da anni è ormai l’unico punto programmatico che tiene unito tutto il Grand Old Party.

(Marcello Campo/ANSA)