Pd: Renzi canta vittoria, altri divisi noi uniti votiamo

ROMA. – Renzi canta vittoria: lo spoglio dei circa 200 mila voti espressi nei circoli del Pd è quasi completo e dai dati in suo possesso è in netto vantaggio. “E’ la prima volta da 20 anni che D’Alema perde un congresso” commenta da Fabio Fazio. E fa sfoggio di fair play: comunque sia, dice, “mentre gli altri si spaccano noi andiamo avanti” e portiamo a votare milioni di cittadini. L’8 dicembre potranno andare in tanti alle urne “senza bisogno di lasciare le impronte digitali”, ironizza. Per ora, però, è già “contento di aver preso i voti di quelli del Pd, che non era scontato” visto anche “il clima disaffezione grande”. In ogni caso, se lui dovesse vincere la partita per la segreteria, Letta non dovrà temere: non solo per il 2014 leader del Pd e premier potranno convivere in due figure distinte, ma da parte sua non ci saranno sgambetti, “andranno d’accordo”. “Ci sono momenti in cui bisogna fare un passo indietro – aggiunge – mi piacerebbe giocarmi la partita per il Paese. Ma ora c’è un governo in carica e credo che sarebbe ingiusto da parte mia mettere la mia ambizione personale prima di quella del Paese”. Se invece andrà al partito, la sua promessa è quella di “cambiare davvero le cose”, di portare a termine quello che è il suo programma: abolizione delle province, legge elettorale, via il Senato, che va trasformato in Camera delle autonomie. E poi il lavoro, “abbiamo un sistema allucinante con migliaia di norme, dobbiamo ridurle a 60, cambiare la formazione professionale. Il problema dell’occupazione è drammatico”. Renzi invita anche il partito a prendere una decisione sul caso Cancellieri: per lui, lo ribadisce, il Guardasigilli si deve dimettere. Ma il giorno è “caldo” anche per i risultati delle primarie: è soddisfatto di aver battuto D’Alema. “Era un suo disegno – spiega – quello di dire ‘Renzi vince le primarie, ma nei segretari di circolo e tra gli iscritti non ce la fa’. D’Alema pensa che se vinciamo noi distruggiamo la sinistra, dimenticando che l’hanno distrutta loro la sinistra”. I suoi risultati, sia chiaro, non sono gli stessi che mette in giro il comitato Cuperlo. Anzi, a dirla tutta non ne combacia neppure uno. Per Cuperlo, su 132mila voti lui ne avrebbe raccolti il 43,9%, contro un Renzi che si attesterebbe sul 42.1%. I dati forniti dai renziani vanno oltre perché spostano il fixing prima a 161 mila voti (con il sindaco di Firenze al 46% e Cuperlo al 38,3) e poi dopo 181.364 voti scrutinati, con il 46,1% per il sindaco e il 38,6% per il suo più agguerrito avversario. Patrizio Mecacci del Comitato Cuperlo è comunque soddisfatto: “Doveva essere una passeggiata per Renzi, ma così non è. La partita è aperta”. Si annunciano però contestazioni: ad esempio sui due congressi effettuati a Messina (sui 10 svolti nella città siciliana) con i dati contestati da Cuperlo e anche da Civati. Stessa situazione a Salerno dove Cuperlo è pronto a chiedere l’annullamento per le gravi irregolarità che si sarebbero verificate. Civati avrebbe invece vinto a Monteveglio, dove è nato l’Ulivo, mentre tutta simbolica è la vittoria di Cuperlo alla Bolognina. Nella sua Firenze, Renzi raccoglie per ora il 53,3% contro il 36,2% di Cuperlo. (Francesca Chiri/ANSA)