Fisco: Italia a top Ue per tasse, rischi per ripresa

Pubblicato il 19 novembre 2013 da redazione

MILANO. – L’Italia è il Paese Ue più tartassato dalle tasse. Un peso che rischia di frenare le possibilità di agganciare la ripresa economica. A sostenerlo sono il rapporto Paying Taxes 2014 di Banca Mondiale, Ifc e Pwc e un editoriale del Wall Street Journal. Il nostro Paese, si legge infatti nel rapporto targato Banca Mondiale, è scivolato al 138/o posto sui 189 considerati, rispetto alla 131/a posizione del 2012. Il carico fiscale complessivo per le imprese italiane si conferma il più alto d’Europa, pari al 65,8% dei profitti (il 68,3% nel 2012), contro una media Ue e Efta scesa al 41,1% dal 42,6% e una media mondiale scesa dal 44,7% al 43,1%. Il rapporto esamina i costi per imposte e tasse in capo a un’impresa e il carico amministrativo per versamenti d’imposta e per i relativi adempimenti. Oneri che vengono misurati sulla base di 3 indicatori: il total tax rate (carico fiscale complessivo), il tempo necessario per gli adempimenti relativi alle principali tipologie d’imposta e di contributi (imposte sui redditi, imposte sul lavoro e contributi obbligatori, imposte sui consumi), e il numero di versamenti effettuati. Nella classifica europea l’Italia precede la Francia (169/a al mondo con una percentuale del 64,7% dei profitti in tasse) e la Spagna (162/a con il 58,6%). A vincere la sfida del fisco leggero sono la Croazia, (16/a al mondo con un tax rate del 19,8%), davanti a Lussemburgo (17/a con il 20,7%) e Cipro (22/a con il 22,5%). A livello globale, i Paesi in cui è più semplice pagare le tasse sono, nell’ordine, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita, mentre i problemi maggiori si incontrano in Ciad, Repubblica Centrale Africana e Venezuela. A individuare le tasse come freno che potrebbe compromettere la ripresa dell’economia è invece il Wall Street Journal, affermando che “con una economia che stenta a ripartire e una disoccupazione a livelli record, il peso delle tasse in Italia potrebbe distruggere le prospettive di ripresa”. Il quotidiano economico-finanziario Usa sottolinea che proprio “l’enorme peso delle tasse” su aziende e lavoratori è una delle principali cause per la scarsa crescita dell’Italia negli ultimi 10 anni, addirittura “la più bassa tra i 34 Paesi dell’area Ocse”. L’Italia si distingue in Europa per la sua dipendenza dalle tasse sul lavoro, pagate da imprese e dipendenti, per finanziare il sistema pensionistico – afferma il Wsj – spiegando che “l’esborso per le pensioni di anzianità rappresenta circa il 13% del Pil: 1/3 più alto rispetto alla Germania, e il doppio rispetto agli Usa, secondo i dati Ocse”.

 

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17:28Biotestamento: arcivescovo Torino, diritto vita prioritario

(ANSA) - TORINO, 16 DIC - "Gli anziani, le persone malate vanno difese e tutelate nei loro diritti e quello della vita è prioritario. Invece nel nuovo quadro normativo si aprono prospettive pericolose e inquietanti anche sui rischi di abusi sulla vita, motivati dai 'costi' di mantenimento delle persone malate". L'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, esprime "apprezzamento" a don Carmine Arice, padre generale del Cottolengo, che ha annunciato l'intenzione di non applicare le disposizioni anticipate di trattamento per il fine vita. "Di fronte ad una richiesta di morte, la nostra struttura non può rispondere positivamente", ha spiegato don Arice, ricevendo il plauso dell'arcivescovo di Torino, che invita comunità religiose, istituzioni, associazioni e tutti i volontari del mondo sanitario e assistenziale della diocesi "ad avere il coraggio di fare scelte di coerenza morale e di testimonianza anche andando controcorrente". Un dovere, conclude, affinché "i valori della vita abbiano peno riconoscimento".(ANSA).

17:25Calcio: Kakà ha deciso, si ritira ma non torna al Milan

(ANSA) - SAN PAOLO, 16 DIC - Doccia fredda per i tifosi del San Paolo: Ricardo Kakà ha deciso di ritirarsi dall'attività agonistica e quindi di non accettare l'offerta del club 'tricolor', della cui tifoseria è uno degli idoli, di giocare per un anno nella squadra che lo ha lanciato. Kakà infatti, secondo quanto riporta il sito brasiliano 'Uol Esporte', ha confidato a persone a lui molto vicine di aver deciso di smettere, per dedicarsi agli studi e capire se può avere un futuro da dirigente. L'ex Pallone d'oro ha anche confermato di aver ricevuto una proposta dal Milan per fare il dirigente della società rossonera, ma di non essere orientato ad accettarla, almeno per ora. "Non è nel mio futuro immediato", avrebbe spiegato Kakà parlando del Milan. Di recente un altro idolo della torcida 'saopaulina', ovvero Raì, ha accettato una carica dirigenziale all'interno del club, e Kakà potrebbe essere il prossimo, mentre Lugano entrerà a far parte dello staff tecnico.

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(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Il Manchester United punta a rafforzarsi nel mercato invernale e uno dei nomi sul taccuino di Josè Mourinho è Mateo Kovacic, il centrocampista croato del Real Madrid poco utilizzato però da Zinedine Zidane (3 partite in Liga e due in Champions). Secondo lo spagnolo 'AS', per accaparrarselo il club dei Red Devils sarebbe disposti a mettere sul piatto 30 milioni. Kovacic, 23 anni, ha un contratto con il Real fino al 2021. E' arrivato a Madrid nell'estate 2015 dall'Inter per 28 milioni, cifra simile a quella offerta al momento da United. Un altro dei club che è sulle tracce del croato, scrive 'AS' è la Juventus.

17:19Si è ripetuto a Napoli il miracolo di San Gennaro

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