Grave momento dei consumi, Natale a rischio

ROMA. – Sull’ormai imminente Natale incombe – oltre all’incertezza fiscale che pesa su imprese e famiglie ancora ignare del carico di tasse che le aspetta a fine anno – soprattutto la certezza dell’aumento delle tasse, a cominciare dallo scatto dell’aliquota standard dell’Iva dal primo ottobre scorso. Con il rischio di un’ulteriore gelata dei consumi che investirà le prossime festività. L’allarme arriva dall’Ufficio Studi di Confcommercio che commenta i dati diffusi dall’Istat, sottolineando come il peggioramento rilevato a settembre evidenzi che la fase di ridimensionamento della domanda per consumi delle famiglie non si è ancora arrestata. L’Istat certifica infatti un nuovo rallentamento dei consumi a settembre: le vendite al dettaglio arretrano del 2,8% rispetto a un anno fa (- 0,3% su mese). Su base annua le vendite di prodotti alimentari sono diminuite del 2,2% e quelle dei prodotti non alimentari del 3,1%. Il calo della domanda interessa da tempo tutte le formule commerciali con la sola eccezione dei discount. Questo dato mostra – evidenziala Confcommercio- come non si sia ancora raggiunto il punto di equilibrio nella ricomposizione del mix di spesa messo in atto dalle famiglie per cercare di limitare il calo dei consumi, con lo spostamento verso prodotti di minore qualità e prezzo più contenuto. ”La situazione dei consumi è profondamente grave” dicono i commercianti che non vedono rosa neppure nei prossimi mesi, anzi. ”Il perdurare della recessione associata a modeste prospettive di sviluppo nel 2014, la crisi del mercato del lavoro e l’assenza di interventi incisivi sul versante della pressione fiscale dovrebbero portare a una contrazione dei consumi anche nel biennio 2013-2014” dice l’ultimo Rapporto Confcommercio sulle economie territoriali e sul terziario, stimando un calo medio annuo dell’1,3%, in peggioramento nel Mezzogiorno dove la contrazione dovrebbe attestarsi al 2,1%. Le aree del Nord Ovest e Nord Est dovrebbero invece fermarsi a -1% E se l’anno in corso chiuderà meno negativamente rispetto al 2012 sul fronte consumi ”sarà solo grazie a un confronto statistico favorevole”, dice l’Ufficio studi della Confcommercio. D’altra parte la riduzione del reddito disponibile, nel 2013 la sesta consecutiva a partire dal 2008, continua a comprimere la spesa e l’incertezza fiscale completa il quadro depressivo: le famiglie e le piccole e medie imprese ancora oggi non conoscono il carico fiscale che dovranno sopportare nel prossimo mese di dicembre e nel 2014.

(Paola Barbetti/ANSA)