Renzi, pazienza finita, vinco e governo mi segua

ROMA. – ”Pazienza finita: riforme o governo finish”: all’indomani della ‘incoronazione’ della convenzione Pd, Matteo Renzi rompe gli gli argini e si lancia a capofitto nella sua campagna elettorale. Ormai mancano solo due settimane alla grande sfida e dopo ‘l’auto-rottamazione’ della vecchia guardia, il sindaco di Firenze vede davanti a sé una autostrada, che intende percorrere alla massima velocità. Almeno stando agli affondi lanciati a Roma: ”Basta. finora ho fatto il bravo ma adesso la pazienza è finita”, ha detto Renzi che superando la barriera del suono ha continuato la corsa: ”In questi mesi hanno detto ‘fai il bravo sulla Cancellieri, sull’Imu, su Alfano’, ora la pazienza è finita. Adesso usino un po’ delle nostre idee’. “Dopo l’8 dicembre, nulla sarà piú come prima”, ha aggiunto, con esplicite minacce all’attuale Governo: O riforme istituzionali in tempi limitati o fine delle larghe intese”. ”Io vinco e se il governo non fa quello che chiediamo – ha rincarato – finish. Un aut aut esteso alla legge elettorale: ”Vi chiedo di votare per me per riformare la legge elettorale”. Il sistema di voto, ha spiegato, deve essere semplice: ”Chi vince, vince. E governa per 5 anni come i sindaci”. Si auto-sponsorizza il sindaco che dice: ‘votate per me e ci saranno più risultati dal fronte governativo perché – è il suo ragionamento – io farò da pungolo e quindi finirà la ”presa in giro dei cittadini”. Ha alternato bastone e carota Renzi che vuole tenersi buoni (e se possibile portare dalla sua parte) coloro che voteranno per gli ‘avversari”: ”Quelli che votano Cuperlo e Civati li terremo con noi, non li abbandoneremo”, ha assicurato. Una raffica di colpi all’indirizzo dell’esecutivo che devono aver colto di sorpresa Enrico Letta. Da ambienti governativi è trapelata però una replica soft all’insegna del Fair play, con una punzecchiatura sul narcisismo del candidato alla segreteria Pd: ‘apertura sui contenuti ma niente personalismi’. Meno diplomatico l’eterno nemico, Massimo D’Alema. ”Non sono fra chi sospinge il sindaco di Firenze a diventare il segretario del Pd che metterà in crisi il Governo”, del resto ”non credo che accadrà, nonostante le sue legittime aspirazioni”, ha detto l’ex premier che ha sarcasticamente aggiunto: ”E poi non vedo cosa possa guadagnarci un leader Pd a fare da spalla a un Brunetta o a una Santanché: Renzi é una persona ragionevole’.

(Giuliana Palieri/ANSA)

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