Immigrazione: l’Europa prova a muovere i primi passi

BRUXELLES  – Sull’immigrazione l’Ue prova a muovere i primi passi, sollecitata dalla Commissione, che con Cecilia Malmstrom in testa incalza:

– Questo è il momento di agire.

L’occasione è la presentazione del lavoro condotto dalla task force per il Mediterraneo (il gruppo di esperti dei 28 con la regia dell’esecutivo comunitario e la partecipazione di varie agenzie Ue). Un dossier di 15 pagine diviso in 38 azioni, che già oggi sarà discusso dai ministri degli Affari interni riuniti in consiglio, prima di passare al vaglio del vertice del 19 e 20 dicembre.

Vari gli interventi previsti dal documento, che possono essere messi in campo nel breve termine, a partire dalla grande Frontex, la maxi-operazione di pattugliamento dei confini e soccorso in mare da Cipro alla Spagna, evocata dal commissario Malmstrom all’indomani della strage di Lampedusa, per la quale si richiede un esborso di 14 milioni di euro aggiuntivi l’anno. Un’azione che si vede rafforzata dall’avvio (avvenuto due giorni fa) di Eurosur, la piattaforma per lo scambio di informazioni tra gli Stati membri.

E proprio in merito ai soccorsi in mare, Bruxelles chiede che gli Stati membri facciano “chiarezza una volta per tutte: chi in “buona fede presta assistenza ai migranti in difficoltà non andrà incontro a sanzioni o conseguenze legali di alcun genere”. All’Italia viene confermato il supporto finanziario di 30 milioni di euro, per l’anno in corso, per accoglienza e azioni di solidarietà, già annunciato dal presidente Josè Manuel Barroso durante la sua visita a Lampedusa. A questi fondi si aggiungono altri 20 milioni di aiuti per situazioni di emergenza in altri Stati membri. Per dare un sostegno ai Paesi che si trovano sotto particolare pressione per gli arrivi, è stata invece pensata la creazione di un gruppo di pronto impiego di esperti dell’Ufficio europeo di sostegno all’asilo (Easo) da spostare sui diversi confini, a seconda delle necessità, mentre sul fronte della lotta al crimine organizzato e ai trafficanti di esseri umani si vede rafforzato il ruolo di Europol, con l’auspicio di una maggiore collaborazione e scambio di informazioni tra le polizie nazionali. Per questo si prevede una maggiore allocazione di risorse pari a 400mila euro l’anno.

Tra i vari strumenti, grande enfasi viene riservata alle partnership di collaborazione con i Paesi terzi, come quella siglata col Marocco. Molto più difficile, data la situazione di insicurezza, trattare con Paesi come la Libia. E mentre si guarda a nuove possibilità per aprire vie legali verso l’Europa, e permettere la richiesta del visto nelle ambasciate dei Paesi di origine e transito, la Commissione pensa di incentivare la politica per ricollocare i rifugiati (una situazione su cui resta molto da fare), facendoli arrivare direttamente dai campi, destinando fino a 6mila euro a persona.

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