Ucraina: l’Ue prova a mediare, missione Ashton a Kiev

Pubblicato il 09 dicembre 2013 da redazione

BRUXELLES – Tra distinguo e formule in equilibrio l’Europa prova a fare da arbitro nella delicata partita ucraina. Alla vigilia della missione di due giorni del capo della diplomazia Ue Catherine Ashton a Kiev, mentre il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso saluta i manifestanti nelle piazze e la loro voglia di Europa come “una nuova narrazione” per il Vecchio Continente, negli stessi palazzi dell’esecutivo, si scelgono con cura le parole per presentare il viaggio dell’Alto rappresentante, oggi e domani. Una missione con cui si vuole gettare acqua sul fuoco, per tornare al tavolo delle trattative sull’associazione. Del resto, a proporre la due giorni della baronessa a Kiev è stato proprio Barroso, nella sua ultima conversazione con Viktor Yanukovic. Un’offerta che il presidente ucraino “ha accolto con favore”.

Per Barroso non ci sono mezzi termini:

– L’Ue ha il diritto ed il dovere di stare accanto agli ucraini in questo momento così difficile, perchè stanno dando all’Europa uno dei più alti contributi.

Ma i portavoce Maja Kocijancic (Ashton) e Pia Ahrenkilde (Barroso) optano per strade più sfumate nel presentare la partita che attende lady Ashton. Incontrerà “tutte le parti in causa: governo, opposizione e società civile”, per “aiutare”, “sostenere” ed “assistere” nel dialogo.

Ma la sua non è una “mediazione formale nella crisi”, si specifica. “Toccherà alle forze in campo trovare una soluzione”. E’ chiaro d’altra parte che “l’alto rappresentante porterà i valori dell’Unione europea, che ben conoscete”, si spiega ancora, sottolineando come da Bruxelles si continui a chiedere “un’indagine” sull’uso della forza contro i manifestanti.

– Il nostro ruolo – spiegano i portavoci – è sostenere la libertà degli ucraini ad esprimere la loro aspirazione verso l’Europa. E anche nei giorni passati siamo stati molto chiari nella condanna delle violenze.

Intanto la questione Ucraina plana a Strasburgo con un dibattito domani nella plenaria del Parlamento Ue alla presenza del commissario all’allargamento Stefan Fule. Mercoledì sarà votata una risoluzione comune sugli ultimi avvenimenti che hanno visto protagonista il Paese.

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