Renzi ai gruppi parlamentari: “Ok a un patto con Enrico”

ROMA  – Alla vigilia della fiducia che il premier Enrico Letta torna a chiedere alle Camere, il neo-segretario Pd Matteo Renzi incontra i gruppi parlamentari Dem e manda messaggi rassicuranti all’esecutivo. Dall’altro lato, però, non manca di galvanizzare i ‘suoi’ ribadendo il concetto che il partito deve dettare l’agenda di governo a partire dalle riforme, in particolare la legge elettorale, e il lavoro.

– In questa sala – dice ai parlamentari – ci sono 400 persone che possono essere decisive per portare l’Italia fuori dalla crisi. Ora il Pd è la stragrande maggioranza della maggioranza, la palla ce l’abbiamo noi.

Golden share della maggioranza ma anche, di conseguenza, la responsabilità di fare le cose e fare in modo che l’esecutivo le porti avanti.

– Letta – dice il sindaco – è il premier del Paese e deve fare in un anno le cose che ci siamo detti. Renzi, che si definisce un segretario “non di passaggio”, usa, comunque, toni morbidi con l’esecutivo che pure, avverte, “deve fare le cose”.

– Enrico – spiega il sindaco – ci ha chiesto e io sono d’accordo di fare un patto di coalizione subito dopo la legge di stabilità. Nel 2015 vedremo come stiamo, non mi piace e non è pensabile che si decida oggi per il Paese che è bene che si torni al voto nel 2015.

Letta ha dunque una grande occasione ma deve imprimere una svolta di concretezza alla sua azione a partire dalle riforme, sulle quali, assicura, comunque, il neo-leader Dem, “il dialogo con lui è molto positivo”. Per questo il Pd è pronto a rinnovargli la fiducia su un discorso che, fa sapere Renzi, che si è sentito anche ieri con il premier, darà un programma generale che “deve diventare concreto in un mese” con delle scadenze precise.

Renzi spiega che Letta l’ha chiamato ‘patto di coalizione per il 2014’ e gli ha chiesto di sigillarlo dopo la legge di stabilità. Su quell’accordo il neo-leader invita tutti a lavorare.

– Domenica in assemblea – sottolinea – porterò un documento, a cui vi chiedo di dare una mano, da far accettare agli altri partiti della coalizione.

All’iniziativa parlamentare, ribadisce poi Renzi, spetta il dibattito della riforma della legge elettorale che va realizzata entro il 25 maggio, insieme ad almeno un primo voto sulle riforme costituzionali, dialogando anche con l’opposizione. Se c’è la volontà politica, è convinzione di Renzi, l’intesa si fa “in 20 giorni”.