Privacy: Usa, allarme su uso illecito dat

BRUXELLES  – La privacy dei cittadini europei rischia ogni giorno di essere violata perchè non sufficientemente tutelata dalla direttiva Ue del 2006 che obbliga gli operatori a conservare per due anni le informazioni su tutte le telefonate e le varie forme elettroniche di comunicazione. Occorre quindi intervenire rapidamente per modificare la norma e renderla costituzionalmente tollerabile. A lanciare l’allarme è questa volta non una delle tante organizzazioni di difesa dei diritti dei cittadini che si occupano di tutela della privacy, ma l’avvocato generale della Corte di giustizia Ue, Cruz Villalon, nelle sue conclusioni – rese note ieri- sulle cause aperte da una società irlandese e migliaia di cittadini austriaci presso le rispettive Corti Costituzionali. Conclusioni che generalmente vengono riprese nelle sentenze emesse dalla stessa Corte.

Secondo Villalon, la direttiva Ue al centro del contenzioso deve considerasi in linea di principio non valida perchè costituisce “un’ingerenza grave” nel diritto al rispetto della vita privata senza che venga tenuto del debito conto la necessità di osservare il principio, sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, in base al quale qualsiasi limitazione di un diritto fondamentale – come quello alla privacy – deve essere previsto e regolamentato dalla legge.

 

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