Grillo: “La vera emergenza sono le dimissioni del Capo dello Stato”

Pubblicato il 12 dicembre 2013 da redazione

ROMA  – Beppe Grillo abbandona i forconi e, il giorno dopo la fiducia al governo Letta, torna a concentrarsi su Giorgio Napolitano utilizzando le stesse parole usate dall’attuale Presidente in occasione della richiesta di dimissioni dell’allora inquilino del Colle, Francesco Cossiga.

La vera emergenza per il Paese, dice ‘Grillo-Napolitano’, è la “spirale involutiva” generata dalla questione di “incompatibilità tra l’aggressivo ruolo politico di parte assunto dal Presidente e la funzione attribuita dalla Costituzione”.

E’ un nuovo attacco ad alzo zero contro il Colle che viene duramente respinto dalle forze politiche che, per altro, vanno all’attacco del leader M5S con nuove denunce per l’istigazione all’insubordinazione rivolta a militari e forze dell’ordine in occasione delle proteste dei ‘forconi’.

Grillo invece sposta ancora una volta la mira verso il Quirinale. E avverte: non basta, dice in sostanza utilizzando le parole di Napolitano, la rinnovata fiducia nè il nuovo corso dell’esecutivo dettato dall’arrivo di Matteo Renzi al Pd. Le forze politiche, insomma, non si cullino su queste illusioni. Perchè, come diceva nel 1991 Napolitano, “è più che mai in forse la governabilità del Paese, per garantire la quale non basta certo l’intento rassicurante del Pd, l’impegno del suo nuovo segretario a continuare nella collaborazione con il Governo senza che neppure si dica per fare che cosa, in risposta a un così allarmante malessere”.

Invece, sostiene il leader M5S, “saremo giudicati tutti sulla nostra capacità di concorrere al superamento” di quel “marasma istituzionale”, di quei “comportamenti sempre più abnormi e inquietanti del Presidente della Repubblica”. E nessuno, aggiunge, si nasconda dietro l’alibi della messa in stato di accusa: il problema è politico e, sostiene, va iscritto al capitolo: ‘dimissioni del Capo dello Stato’.

Apriti cielo. Anche se l’inganno di Grillo viene svelato dall’ex responsabile giustizia del Pd, Danilo Leva, i partiti reagiscono con una levata di scudi. Lo stesso Leva avverte che con l’operazione di decontestualizzazione del discorso di Napolitano, “Grillo continua a giocare con le istituzioni, cercando di costruire un asse eversivo con FI”.

“Per l’ennesima volta Grillo si scaglia contro chi in questi mesi ha tentato di gestire il caos” dice un gruppo di parlamentari, sempre del Pd, che non lesinano negli attacchi: è ‘il nuovo caimano’, un ‘eversivo’, ‘un piromane delle istituzioni’. Intanto, però, mentre Grillo se la ride per il tranello giocato al Capo dello Stato, a lui arrivano denunce e anche una condanna.

Il tribunale di Genova gli chiede un risarcimento di 25 mila euro per il tesoriere del Pd, Antonio Misiani che si è sentito diffamato per essere stato ‘sbattuto’ sul suo blog con una foto ‘segnaletica’ che lo ritrae accanto ad altri tesorieri, come Lusi e Belsito, indagati per sottrazione di denaro pubblico. Denunce sono state invece presentate prima da attivisti di Sc e oggi da un deputato del Pd per la recente incitazione all’ insubordinazione delle forze dell’ordine. Ha un seguito anche l’attacco rivolto dal deputato M5S Riccardo Nuti contro il Pd Davide Faraone che si è visto anche pubblicare in rete il suo indirizzo di casa.

Il deputato Dem lo accusa di codardia:

– Rinunci all’immunità e lo porto in Tribunale.

Il Cinque Stelle accetta ma rilancia:

– Lui però lasci l’Antimafia.

E i suoi colleghi M5S lo difendono:

– Faraone ci denunci tutti.

I colleghi del Pd parlano di ‘atto fascista’. Interviene anche il ministro D’Alia che parla di “squadristi a 5 stelle senza rispetto per una persona per bene e la sua famiglia.

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