Renzi incassa primi risultati; Cuperlo sarà il presidente del Pd

ROMA  – A meno di una settimana dalla vittoria alle primarie, Matteo Renzi può rivendicare già i primi risultati. Lo spostamento, fortemente voluto, della legge elettorale dal Senato alla Camera; il colpo battuto dal governo sul fronte del finanziamento ai partiti e, non ultimo, l’ok, di Gianni Cuperlo a presiedere l’Assemblea del Pd. L’ingresso della sinistra alla guida di uno degli organismi dell’apparato è un buon viatico per una gestione più unitaria del partito dopo che il candidato ex Ds aveva scelto di non indicare propri esponenti per la segreteria.

E’ una decisione che Cuperlo ha maturato superando le sue prime resistenze e frutto anche di un pressing della sua area, in particolare i ‘giovani turchi’ e nato anche da alcuni colloqui col neo-segretario. Il sì è arrivato anche per salvaguardare l’unità del gruppo che si è coagulato attorno al suo nome e del quale è determinato a mantenere comunque la guida. Anche se c’è già chi pronostica che, a questo punto, partirà una corsa alla conquista della leadership della sinistra del partito.

Il sindaco, dunque, galvanizzato anche dai sondaggi che vedono i Dem in crescita, può ben dirsi soddisfatto dei primi giorni a Largo del Nazareno. E’ la ‘cura-Renzi’ a governo e partito, dicono i suoi. Del resto il neo-leader Dem sa che i primi mesi della sua segreteria sono cruciali e ha bisogno di segnali tangibili da subito. Per carattere morde il freno e già prima delle primarie mostrava di non voler mettere troppi limiti alle proprie ambizioni.

– Rifaremo l’Italia da capo a piedi – diceva in un colloquio a metà novembre per il libro ‘Matteo il conquistatore. La vera storia di un’ascesa politica’. E ancora:

– Il Pd incalzerà il governo ogni giorno perchè le riforme si facciano seriamente e gli italiani tornino a fidarsi della politica.

Il segretario, tra l’altro, fa capire che sui temi che ha a cuore non mollerà la presa: sulla riforma del Porcellum i suoi stanno già predisponendo un testo che sarà depositato, probabilmente, già la prossima settimana alla Camera e non avrebbe rinunciato alla ‘sorpresina’ sul fronte del finanziamento pubblico preannunciata a Beppe Grillo (si vocifera addirittura di qualche forma di restituzione dei fondi visto che – di fatto – l’abolizione tout court secondo il dl governativo scatterà solo nel 2017). L’annuncio promesso arriverà all’Assemblea di domenica a Milano. La prima dell”era Renzi’ che dovrà votare anche gli oltre 120 componenti della nuova direzione insieme alla presidenza.

Dopo che Cuperlo ha sciolto la riserva, quindi, dovrebbe venire votato all’unanimità alla guida dell’organismo. La scommessa per il principale competitor di Renzi alle primarie, a questo punto, è quella del mantenimento della guida della ‘sua’ area anche da un organismo per definizione ‘di garanzia’. C’è già, infatti, chi sospetta i ‘giovani turchi’ (che hanno tra i nomi ‘forti’ il ministro Andrea Orlando o il vice ministro Stefano Fassina), della volontà di prendersi la guida dell’area di sinistra dalla quale riaprire il dialogo con Renzi.

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