Italia-America Latina: crescita e sviluppo in primo piano

Pubblicato il 13 dicembre 2013 da redazione

ROMA – Crescita e politiche di sviluppo: queste le tematiche al centro della sesta Conferenza Italia- America Latina e Caraibi che si è svolta alla Farnesina. Quest’anno la Conferenza ha festeggiato il suo decimo anniversario e si è evoluta fino a divenire un momento d’incontro e riflessione propositiva ad alto livello politico su di una’agenda identificata di comune accordo e negoziata nel quadro dell’IILA (Istituto italo latino americano).

La dichiarazione finale congiunta, costituisce di fatto il più importante strumento di politica estera dell’Italia nei confronti della Regione. La prossima Conferenza si terrà a Milano nel 2015, in coincidenza con l’Expo con il quale condividerà le tematiche. Le delegazioni si sono confrontate sulle tematiche della crescita ed in particolare delle politiche territoriali di sviluppo. Sono stati approfonditi i processi di cooperazione tra piccole e medie imprese, valorizzando l’esperienza italiana e verificando quali siano i possibili ambiti di collaborazione.

In America Latina le Pmi rappresentano circa il 99% di tutte le imprese, danno lavoro a due terzi della manodopera totale e sono i principali attori di crescita. Come ha affermato la ministro degli Esteri Emma Bonino, il quadro politico ed economico nel quale si è svolta la Conferenza è quello di un rapporto paritario tra i Paesi partecipanti.

– La grande crescita economica della regione latino-americana è un’ottima opportunità per le imprese italiane, favorita anche dalla vicinanza linguistica e culturale –  ha dichiarato il capo della Farnesina.

Un ruolo importante è stato anche riservato al dibattito sulle energie rinnovabili e a quello dell’integrazione delle reti elettriche, anche sulla scorta delle significative esperienze maturate sul posto da aziende come Enel e Terna.

La VI Conferenza si è anche concentrata su tematiche politiche, trattando i rapporti tra Italia e America Latina e Caraibi e, nella sessione di chiusura, le relazioni Ue – Celac. Al termine dei lavori è stata approvata una Dichiarazione finale che conferma e consolida il coinvolgimento degli attori italiani, latinoamericani e caraibici sui settori tradizionali del sistema delle Conferenze e mette per la prima volta l’accento sulle attività di cooperazione trilaterale.

Il successo della Conferenza è testimoniato dalla quantità e qualità dei partecipanti: sono intervenute 29 delegazioni statuali, di cui 12 guidate da un ministro e 5 da un vice ministro. Erano altresì presenti delegazioni di 7 organizzazioni internazionali. Fra i ministri presenti vi erano, fra gli altri, il ministro alla Presidenza della Repubblica del Brasile, i ministri degli Esteri di Argentina, Messico, Cile, Perù, Bolivia, il ministro per la Pianificazione e le Finanze del Venezuela.

Con tutti gli esponenti governativi la ministro Bonino ed il sottosegretario con delega per l’America Latina Mario Giro hanno avuto colloqui bilaterali, che hanno confermato l’interesse reciproco ed hanno auspicato l’ulteriore rafforzamento dei legami. L’incontro con il ministro degli Esteri messicano Meade ha riconfermato l’eccellenza della collaborazione e l’interesse a svilupparla ed approfondirla.

Gli incontri con il ministro degli Esteri argentino Timerman e il ministro brasiliano alla Presidenza della Repubblica Carvalho hanno segnato una forte ripresa del dialogo con questi due Paesi. Con il Brasile, “la tenuta del Consiglio di Cooperazione il 25 ottobre ha costituito un vero e proprio punto di svolta delle relazioni” ha detto il Ministro Carvalho.

I colloqui della signora ministro con i Paesi della dorsale pacifica hanno confermato la volontà dell’Italia di compiere uno sforzo aggiuntivo verso tali Paesi, che condividono i nostri valori di liberismo economico ed apertura dei mercati, e il cui elevato tasso di sviluppo offre prospettive allettanti per la nostra penetrazione economica.

– Il successo che ha arriso alla Conferenza è un nuovo slancio: nei rapporti politici ed economici, ma anche in quelli sociali e, sempre più importanti, quelli scientifici ed universitari – ha detto la signora ministro nel chiudere la Conferenza.

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