Napolitano pressa sulle riforme, ma è scontro sul Mattarellum

ROMA – Repetita iuvant. ”Solo le riforme danno stabilità ed efficacia ai Governi che in Italia, ormai è dimostrato, soffrono di una ”fragilità endemica”. Giorgio Napolitano non blocca il pressing ai partiti chiedendo anche ieri riforme, riforme ed ancora riforme, ”vitali” per rendere l’Italia un Paese moderno ed agganciare la crescita.

Dopo il contundente discorso dell’altro giorno il presidente della Repubblica ‘bissa’ i concetti spiegandoli in sintesi al corpo diplomatico accreditato in Italia. Cioè agli ambasciatori che stilano continui rapporti alle loro Cancellerie sul precario stato di salute di una strano Paese come l’Italia.

Ma la battaglia interna intanto infuria. Le armi in queste ore si incrociano sulla legge elettorale, sulla possibilità di tornare ‘sic et simpliciter’ al Mattarellum e, soprattutto, se deve essere cercato prima un accordo nella maggioranza o procedere ”con chi ci sta”, come ha ripetuto anche ieri Matteo Renzi. Questione non da poco, visto che evidentemente un accordo estraneo alla maggioranza che sostiene il premier Enrico Letta potrebbe decretarne la caduta con scenari dagli esiti imprevedibili.

Non a caso  il capo dello Stato ha mostrato il luccichio dell’arma finale, l’atomica di una sua possibile uscita di scena, nel caso continuasse la sterile conflittualità o qualcuno si mettesse in testa di correre al voto senza aver messo in piedi uno straccio di riforma. Forse per questo Renzi ha ripetuto tre volte che metterà da parte le sue ambizioni personali per provare ”a cambiare il Paese” e un Letta ottimista si spingeva fino ad immaginare la degustazione di un buon Panettone anche nel Natale 2014.

A buttare acqua sul fuoco per spegnere sul nascere l’incendio ci ha provato Pietro Grasso che ha spiegato come anche il Mattarellum non potrà più applicarsi come era. Il Mattarellum, infatti, non prevede il voto all’estero e non considera l’ultimo censimento. Il che obbliga, a suo avviso, a ridisegnare le circoscrizioni elettorali. Ma l’idea che il presidente di Palazzo Madama bocci il ritorno al Mattarellum ha fatto andare su tutte le furie Forza Italia che anche oggi ne chiede a gran voce il ritorno.

Intanto la riforma del Porcellum si avvia alla Camera: oggi prima riunione per provare a stilare un calendario. Le turbolenze non si fermano ma la tenuta dell’esecutivo – in assenza di una nuova legge elettorale e di riforme minime – resta il faro del ragionamento politico di Napolitano, il quale ritiene che ”tra i doveri delle istituzioni vi sia quello di garantire alla nazione stabilità politica e governabilità”. Per questo ha voluto fornire al corpo diplomatico l’immagine di un Paese che sta cercando di riformarsi radicalmente con un ringiovanimento istituzionale.

– L’Italia –  ha spiegato il capo dello Stato agli ambasciatori – vuole superare questa difficile fase storica costruendo, su solide fondamenta, un’immagine internazionale del Paese più in linea con le sue potenzialità. L’obiettivo è rendere il nostro Paese ancora più competitivo ed attrattivo.