Letta: “Se facciamo bene mangiamo panettone anche nel 2014”

ROMA  – “Se continuiamo a lavorare bene contiamo di mangiare il panettone anche l’anno prossimo”. Enrico Letta, incontrando i dipendenti della presidenza del Consiglio dei ministri, non resiste ad una battuta dal sapore calcistico per spiegare come vede il futuro del governo. Raccontano che in realtà, nella sala Verde di palazzo Chigi, lo scambio di auguri sia stato accompagnato dal Pandoro, ma sono dettagli culinari. Il succo è che Letta è convinto di poter andare avanti. In fondo, spiega sorridendo più tardi in conferenza stampa, nel 2013 “in tantissimi” hanno lavorato per far cadere il governo, ma alla fine “il panettone lo abbiamo mangiato ed era anche buono”. Ma siccome “porta male” parlare di quello dell’anno prossimo, aggiunge prudente, meglio limitarsi ad un “vedremo” circa la possibilità di arrivare davvero al 2015.

In realtà a palazzo Chigi si coglie un (cauto) ottimismo e una discreta soddisfazione. Ottimismo perché il premier, anche grazie allo ‘scudo’ del capo dello Stato, resta convinto che il governo sia davvero più solido e stabile di quanto non fosse appena qualche settimana fa. Soddisfazione perché gli ultimi due Cdm dimostrano che la maggioranza è davvero più “coesa” con il passaggio di Silvio Berlusconi all’opposizione. I provvedimenti varati in una manciata di giorni dal governo – spiegano a palazzo Chigi – lo testimoniano: il decreto sul finanziamento pubblico e quello odierno sulle carceri non sarebbero stati possibili con Forza Italia ancora nella maggioranza, come dimostrano le forti critiche arrivate proprio dagli azzurri su queste due misure.

Ciò non significa però sottovalutare i pericoli. Letta è consapevole che nella maggioranza le cose potrebbero presto complicarsi. L’attenzione è rivolta soprattutto a Matteo Renzi per il quale, non è un mistero per nessuno, le europee di fine maggio rappresentano un passaggio molto stretto. Il segretario del Pd dovrà battersi con Berlusconi e Grillo che, al contrario di lui, dall’opposizione potranno picchiare duro su governo ed Europa. Rendendo il primo test elettorale del sindaco di Firenze un percorso a ostacoli. E fra i renziani, esattamente come dentro il Pdl qualche mese fa, non mancano i ‘falchi’ che mettono in guardia il segretario sul rischio “logoramento”, consigliandoli di staccare la spina al governo una volta incassata una nuova legge elettorale.

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