Valensise: “Troppi tagli alla diplomazia”

ROMA – ”Negli ultimi 5 anni, il bilancio della Farnesina è diminuito del 33%, un terzo”. Lo sottolinea in una intervista al Corriere della Sera l’ambasciatore Michele Valensise, segretario generale della Farnesina, alla vigilia della X Conferenza degli Ambasciatori d’Italia, spiegando che la situazione è ”paradossale” visto che da un lato ”registriamo una crescente domanda d’Italia nel mondo: più assunzione di responsabilità politiche, più made in Italy, più cultura, servizi più qualificati per i nostri connazionali all’estero” e dall’ altro ”abbiamo risorse in calo”.

– E un dossier cui governo e Parlamento stanno dedicando particolare attenzione – dice – è quello siriano: c’è una disponibilità dell’Italia a contribuire, sotto l’egida dell’Onu e dell’Opac, all’eliminazione dell’arsenale chimico siriano. Il governo ne ha informato il Parlamento. I dettagli operativi sono da definire, in raccordo con l’Opac e i partner. Noi aiuteremo ad avviare queste sostanze alla destinazione finale, con tutte le garanzie necessarie. E il nostro Paese, il cui ruolo finora forse non è stato sufficientemente sottolineato, ha le carte in regola per essere parte di Ginevra II.

Guardando alle risorse della diplomazia italiana, Valensise osserva poi che ”a confronto la Grecia squassata da una crisi drammatica, ha ridotto solo del 26%”, mentre ”il peso del bilancio degli Esteri su quello dello Stato in Francia è pari all’1,78%, in Germania all’1,15%, noi siamo appena allo 0,20%”.

– Ma – assicura – non ci piangiamo addosso. Stiamo razionalizzando la struttura per preservare la funzionalità della rete, anche in condizioni difficili e di rischio. Dal 2007 a oggi abbiamo chiuso 35 uffici all’estero, stiamo per chiuderne altri 20. E sta cambiando anche il volto della diplomazia perché – spiega – stiamo coltivando e strutturando una diplomazia economica al servizio della crescita del Paese. La

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