Bonino: “ Nuovi strumenti per una nuova diplomazia”

Pubblicato il 18 dicembre 2013 da redazione

ROMA – È iniziata ieri mattina alla Farnesina la X Conferenza degli Ambasciatori italiani nel mondo. Giunti a Roma a loro spese, come più volte ribadito nella sessione di apertura, gli ambasciatori sono stati accolti dal Segretario generale del Ministero degli Esteri, Michele Valensise, dal Ministro Emma Bonino e dal Presidente del ConsiglioEnrico Letta.

Loro gli interventi che hanno aperto i lavori, che proseguiranno oggi, sul tema “L’Italia attrae il mondo: la diplomazia italiana per investire nel sistema Paese”. In agenda tavoli tematici e geografici, ma anche un panel dedicato ai Marò in India, di cui parlerà questo pomeriggio Staffan de Mistura.

A fare gli onori di casa, come detto, l’ambasciatore Valensise.

– Chi si occupa di relazioni internazionali sa quanto sia importante la stabilità e la credibilità del proprio assetto istituzionale – ha esordito, esprimendo “riconoscenza” a Letta e Bonino “per l’impegno svolto in questi primi  8 mesi intensi di Governo” così da assicurare “una guida autorevole all’Italia”.

– La diplomazia – ha aggiunto – è uno strumento antico, ma sempre attuale. Noi, e intendo tutto il personale degli Esteri, siamo orgogliosi di essere le antenne dell’Italia nel mondo. Antenne che hanno l’onore di sopportare sacrifici, disagi e rischi spesso poco conosciuti fuori da queste mura: la mia gratitudine a quanti tra voi lavorano in aree di guerra o dai forti rischi per la sicurezza.

Pensando a loro, Valensise si è detto “amareggiano per gli attacchi di alcuni cultori dell’uso della clava”.

– Il ministero ha innovato e razionalizzato la sua struttura e i suoi metodi di lavoro e vuole continuare a farlo. Ulteriori misure saranno prese in questi giorni – ha ricordato il segretario generale, confidando “nel Governo e Parlamento affinchè il nostro impegno sia riconosciuto anche con risorse adeguate” perché “senza mezzi dovremmo ridimensionare gli obiettivi, cosa che già sta avvenendo, ma l’importante è esserne consapevoli”.

Citato il tema della conferenza, l’assistenza ai connazionali temporaneamente o residenti all’estero, Valensise ha rivolto un “pensiero di vicinanza e forte solidarietà” a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Di loro si parlerà oggi “per discutere di ciò che facciamo e faremo con massima determinazione per averli definitivamente in patria prima possibile”. Infine, un grazie al Ministro Bonino perché “con lei la Farnesina ha una guida politica sicura, appassionata e partecipe”.

– A lei – ha concluso – si deve un clima di collaborazione armoniosa e proficua.

Lungo e articolato l’intervento del Ministro, che ha parlato di investimenti e internazionalizzazione, “fattori essenziali per crescita del Paese”, ma anche di diritti umani, cooperazione e, marginalmente, di rete consolare.

– Non chiedo né voglio che gli ambasciatori siano dei piazzisti – ha detto Bonino, riferendosi a Destinazione Italia e più in generale alla “diplomazia della crescita” che, ha ricordato, “ho fin da subito segnalato come corollario della politica estera italiana”.

– Una politica – ha proseguito – che può essere efficace solo dando l’identità vera del nostro Paese, che è in piedi, anzi in marcia, anzi che deve attrezzarsi per andare di corsa, con l’aiuto di tutti voi. Di corsa per trasmettere il nostro ruolo di protagonisti significativi e responsabili nel mondo globale, consapevoli delle nostre potenzialità in grado di competere senza chiuderci in noi stessi. Fare politica estera con poche risorse significa che è necessario scegliere delle priorità: le nostre sono Ue, Atlantico, vicino oriente, Mediterraneo e Balcani, senza trascurare tutto il resto. Stiamo riorientando la nostra rete consolare e quindi la nostra attenzione verso i paesi del Golfo e il sud est asiatico. Le risorse e le leggi hanno imposto delle scelte: l’abbiamo fatto guardando avanti, al domani, anche se per qualcuno è difficile disancorarsi dal passato.

Bonino ha quindi rivendicato l’impegno dell’Italia sul fronte dei diritti umani e della promozione della legalità; della sicurezza energetica, della cooperazione in Afghanistan. Quindi, un accenno alla cultura italiana nel mondo.

– Anche qui – ha detto – le poche risorse hanno imposto una significativa razionalizzazione degli IIC, per essere più presenti ed efficienti e rispondere ad una domanda sempre più forte di cultura italiana.

Quanto agli italiani all’estero, la ministro ha detto che  “l’assistenza consolare è imponente”.

– Il Ministero – ha precisato – segue direttamente con le ambasciate circa 10mila casi di connazionali a vario titolo in difficoltà, mantiene contatti con famiglie e avvocati. Nel 2013 abbiamo assistito più di 3mila detenuti e siamo intervenuti in 300 casi di minori contesi. Poi – ha aggiunto -, c’è l’assistenza diretta e indiretta ai connazionali indigenti. Si tratta di un’azione imponente. Qualche caso ha avuto in questi mesi più che un rilievo informativo una strumentalizzazione politica eccessiva. Spesso non è utile politicizzare i casi – ha ribadito Bonino, secondo cui è “particolarmente scorretto dare un’immagine del Ministero come ente di tutoraggio del connazionale in vera o presunta difficoltà”.

Nei rapporti con le collettività, ha aggiunto, “intenderemmo affiancare alla nostra presenza un qualificato rapporto con le migliaia di giovani in giro per il mondo. È quella componente dei cosiddetti “cervelli in movimento verso cui corre l’obbligo di una crescente attenzione”.

Le scale della Farnesina hanno “emozionato” Letta ricordandogli di quando, 20 anni fa, accompagnò Andreatta, nominato Ministro degli Esteri di un altro “governo straordinario”.

– La mia prima scelta di politica estera è stata scegliere Emma Bonino – ha aggiunto -. Non sempre, ma non solo in Italia, ovunque, Premier e Ministro degli Esteri lavorano d’amore e d’accordo, quindi rivendico il fatto che noi l’abbiamo saputo fare, costruendo un rapporto leale e di fiducia reciproca. È un rapporto che racconta un Paese unito, che condivide i suoi obiettivi.

Alla Farnesina, ha aggiunto, c’è “grande dedizione e professionalità nonostante il Mae sia uno dei più colpiti dalla logica perversa dei tagli lineari degli anni passati. Stiamo tentando di applicare la spending review in modo diverso”, ha assicurato Letta, ringraziando i diplomatici per “l’assistenza agli italiani all’estero, che suscita sempre aspettative elevate, dimenticando la complessità delle situazioni”.

– Un grazie anche a Valensise per lo sforzo complesso sulla razionalizzazione della rete consolare; uno sforzo difficile che parte dalle risorse e dalle priorità, che – non dimentichiamolo – cambiano con la geopolitica e la geoeconomia”.

– Oggi assistiamo a cambiamenti straordinari e imprevedibili – ha detto Letta -. Il 2013 è stato un anno di transizione molto complesso, ci sono stati cambiamenti anche inaspettati – ha ribadito, citando l’Iran, il Mediterraneo, e poi l’India e i marò per la cui sorte “il nostro è un impegno continuo e quotidiano che continuerà fino al risultato che ci aspettiamo”.

Europa, internazionalizzazione ed Expo i punti toccati da Letta che ha sottolineato più volte l’importanza del 2014, anno di elezioni e del semestre di presidenza italiana. Un impegno che il Paese deve svolgere al meglio e valorizzare al meglio, lasciando il segno, come successe nel 1985 e nel 1990.

– Questa Legislatura europea è stata caratterizzata dalle parole crisi e austerità – ha precisato -. Le prossime parole d’ordine dovranno ruotare intorno alla parola ‘crescita’ – ha detto il Premier, auspicando un’Europa “che racconta se stessa in modo diverso” e che attraverso buone politiche – in primis contro la disoccupazione giovanile – riesca a far ricordare ai suoi cittadini “le conquiste dovute all’integrazione europea”.

– Al semestre Ue – ha assicurato – ci presenteremo con i conti in ordine e in crescita. (m.cipollone\aise)

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