I ‘forconi’ in versione Ue paralizzano Bruxelle

BRUXELLES – Trattori ed operai, blocchi stradali, fumo, bandiere, striscioni, petardi e (miti) tentativi di assalti al fortino del potere, in questo caso europeo. Bruxelles ieri si è svegliata ed è andata subito in tilt: traffico collassato nelle ore che hanno portato al Vertice Ue, quando già i leader dei 28 erano calati sulla capitale comunitaria. Cinque incroci presidiati a impedire l’accesso al Palazzo del Consiglio, in ognuno un migliaio di persone, piccoli incendi e cortei, la strategia è quella dei Forconi, gli obiettivi sono simili e la rabbia anti-austerità anche, ma i colori – in questo caso un chiaro richiamo alla sinistra – non sono gli stessi di quelli esibiti nelle proteste andate in scena in diverse città italiane.

Operai spagnoli, francesi ed olandesi, disoccupati greci e portoghesi, agricoltori belgi e tedeschi e membri e simpatizzanti di diverse Ong, hanno bloccato il centro di Bruxelles assediando il cuore dell’Europa sotto la sigla D19/20, una piattaforma di una cinquantina tra sindacati ed associazioni di cittadini che ha avuto il suo battesimo del fuoco. Un battesimo anti-austerità, che si è chiuso con 75 fermi amministrativi ed una poliziotta aggredita.

Parallelamente anche una quarantina di sindaci leghisti provenienti dalla Lombardia ed invitati dal neosegretario Matteo Salvini (assente) protestava contro l’Europa e l’euro, con l’aggiunta del governo Letta, di fronte al Parlamento Ue. Slogan vecchi e nuovi, da ‘Roma ladrona, la Lega non perdona’ a ‘Letta Letta ci hai messo in bolletta’ per finire con ‘Basta Roma, Basta Europa’.

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